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ATTUALITÀ POLITICA | 24 settembre 2026, 20:01

Lettera alla Giunta comunale di Aosta

Supermercato nel quartiere Dora: cittadini delusi dalla scelta della maggioranza. Nel mirino il mancato confronto con i residenti e le promesse disattese di partecipazione e ascolto

Lettera alla Giunta comunale di Aosta

La decisione della maggioranza comunale di confermare l’appoggio al nuovo supermercato nel quartiere Dora, nonostante le numerose voci contrarie, segna un passaggio politico che merita una riflessione seria. Non tanto per il merito urbanistico dell’opera, quanto per il metodo con cui è stata gestita: senza ascolto, senza confronto, senza una vera partecipazione dei cittadini.

Il quartiere Dora è stato al centro di promesse, annunci, rassicurazioni. Per mesi si è parlato di dialogo, di attenzione alle esigenze del territorio, di una politica vicina alle persone. Oggi, però, la scelta della maggioranza racconta un’altra storia: una storia in cui le decisioni vengono prese altrove e i cittadini vengono informati a cose fatte.

È un segnale che pesa soprattutto su chi guida questa coalizione. L’Union Valdôtaine, con il sindaco Rocco, ha scelto di procedere senza aprire un vero confronto pubblico, senza spiegare perché le preoccupazioni dei residenti non siano state ritenute sufficienti, senza chiarire quali benefici concreti il quartiere dovrebbe attendersi da un’opera che molti considerano un ulteriore elemento di pressione su un’area già fragile.

Il Partito Democratico, che in campagna elettorale aveva parlato di partecipazione e ascolto, ha deciso di sostenere la linea della Giunta senza proporre alternative, senza chiedere una pausa di riflessione, senza pretendere un percorso più trasparente.

Non si tratta di polemica: si tratta di responsabilità politica. Quando una maggioranza sceglie di ignorare una parte significativa della cittadinanza, quella scelta lascia un segno. Un segno che non riguarda solo il presente, ma anche il futuro.

Molti cittadini dell’UV e del PD, oggi, si sentono delusi. Non perché un supermercato sia di per sé un male, ma perché non si riconoscono nel modo in cui la decisione è stata presa. Perché non si sono sentiti ascoltati. Perché hanno avuto l’impressione che la loro voce valesse meno di un progetto già scritto.

La politica non può permettersi di perdere il contatto con le persone. Non può permettersi di trasformare la partecipazione in un rituale vuoto. Non può permettersi di considerare il dissenso come un fastidio.

La maggioranza ha scelto una strada. È una scelta legittima, ma è anche una scelta che molti cittadini si legheranno al dito. E non per spirito di rivalsa, ma perché la fiducia è un bene prezioso: quando si incrina, non si ricostruisce con un comunicato stampa.

Le prossime stagioni politiche saranno un banco di prova. Non per prevedere risultati — compito che spetta solo agli elettori —, ma per ricordare che ogni decisione ha un peso e che il modo in cui si governa una città è parte integrante del giudizio che i cittadini esprimeranno quando saranno chiamati a farlo.

Oggi, più che mai, sarebbe utile che la maggioranza spiegasse con chiarezza le ragioni della sua scelta. Perché il confronto non è un ostacolo: è la base della democrazia.

Lettera firmata

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