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CRONACA | 25 agosto 2026, 15:28

Truffe sulle bollette: danno da 650 milioni di euro. I più colpiti sono giovani e laureati

Secondo l’indagine di Facile.it e mUp Research, nell'ultimo anno 2,9 milioni di italiani sono caduti in trappola. Cala il numero totale delle vittime (-27% in tre anni) grazie all'informazione, ma cambiano i canali: i finti call center restano la minaccia principale

Truffe sulle bollette: danno da 650 milioni di euro. I più colpiti sono giovani e laureati

Circa 2,9 milioni di italiani nell’ultimo anno sono caduti vittime di una truffa o di un tentativo di frode nel settore delle bollette di luce e gas. È questo il dato emerso dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research, che stima un danno complessivo di quasi 650 milioni di euro.

Siamo impegnati fattivamente da molti anni nel contrasto alle truffe energetiche. Tre anni fa fummo i primi, insieme a Consumerismo No Profit, a quantificare la dimensione del fenomeno: allora i truffati erano 4 milioni, mentre oggi il numero si è ridotto del 27%.

Questo risultato è stato reso possibile soprattutto grazie a massicce campagne di informazione, prima vera arma per aiutare i consumatori a orientarsi in un mercato sempre più complesso. In periodi economicamente difficili come quello attuale, infatti, la necessità di risparmiare spinge molti utenti a inseguire il prezzo più vantaggioso a tutti i costi, aumentando il rischio di cadere in trappola.

Secondo l’indagine, lo strumento più utilizzato dai truffatori rimane il finto call center: quasi 7 truffe su 10 (68,2%) sono state portate a termine attraverso il canale telefonico.

In un caso su quattro (24,9%) il “cavallo di Troia” è stato una finta e-mail (phishing), mentre nel 12,9% dei casi si è registrato il classico porta a porta. Non mancano i metodi digitali più moderni, come le app di messaggistica istantanea (9,5%) e i social network (6%).

Contrariamente ai cliché che vedono gli anziani come uniche vittime, i dati dimostrano che a subire più frequentemente truffe o tentativi di frode sono gli under 44.

A fronte di una media nazionale del 7%, la percentuale di vittime raggiunge il 9,2% nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni e sale addirittura al 10,1% tra i 35 e i 44 anni.

Un altro dato sorprendente riguarda il titolo di studio: i rispondenti con una laurea mostrano un’incidenza di raggiri pari a più del doppio rispetto alla media nazionale.

Nonostante la gravità dei numeri, il 59,2% delle vittime sceglie di non denunciare l’accaduto per ragioni sia economiche sia psicologiche.

Fattori economici: il 36,1% non ha sporto denuncia perché il danno economico era contenuto; il 22,7% si è detto certo di non poter recuperare la cifra persa.

Fattori psicologici: il 16,8% ha ammesso di non aver denunciato per vergogna o senso di ingenuità; il 4,2% voleva evitare che i familiari scoprissero l’accaduto.

La riduzione del numero complessivo delle vittime dimostra che l’informazione e la prevenzione funzionano in modo concreto. Tuttavia, le truffe si evolvono rapidamente, diventano più sofisticate e speculano sul bisogno di risparmio delle famiglie.

Per questo motivo è fondamentale continuare a fornire ai cittadini strumenti semplici per riconoscere i rischi, stringendo una sinergia sempre più forte tra istituzioni e imprese. Ogni giorno nasce una nuova modalità di raggiro: la guardia non va abbassata.

bruno albertinelli

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