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CRONACA | 26 luglio 2024, 09:35

La truffa milionaria del Superbons 110. Coinvolta anche azienda di Pollein

L'operazione ha coinvolto sei persone fisiche e due società, accusate di gravi reati come associazione per delinquere finalizzata alla truffa, truffa aggravata, riciclaggio, autoriciclaggio, false asseverazioni e indebite compensazioni di crediti di imposta.

Foto repertorio

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Nella mattinata di oggi, la Guardia di Finanza di Aosta ha inflitto un colpo decisivo ai truffatori che si erano infiltrati nel sistema del "Superbonus 110". I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Aosta su richiesta della Procura, bloccando oltre 4,7 milioni di euro in crediti fiscali falsi, e un ulteriore sequestro di circa 655 mila euro, ritenuti proventi dei reati commessi. Questo intervento ha coinvolto sei persone fisiche e due società, accusate di gravi reati come associazione a delinquere finalizzata alla truffa, truffa aggravata, riciclaggio, autoriciclaggio, false asseverazioni e indebite compensazioni di crediti di imposta.

Il provvedimento di oggi segue il sequestro di aprile scorso, quando erano stati bloccati crediti d’imposta per circa 1,9 milioni di euro emessi da una delle due società coinvolte. La Guardia di Finanza aveva scoperto che i crediti d’imposta erano stati creati tramite fatture per lavori edili mai eseguiti o non corrispondenti alla documentazione asseverata da un architetto valdostano, risultato complice nella truffa.

Le indagini hanno rivelato che, dopo il sequestro di aprile, la stessa società aveva cercato di continuare la frode, emettendo nuove fatture per importi ridotti, generando così nuovi crediti di imposta. Sono stati sequestrati 765 mila euro relativi a queste operazioni fraudolente e circa 400 mila euro, provento della vendita illecita di crediti d’imposta a una società di trasporti.

La truffa ha coinvolto anche una nota società di costruzioni di Pollein (AO), che avrebbe emesso fatture per lavori non ancora realizzati, generando crediti fiscali non dovuti per oltre 4,2 milioni di euro. Di questi, circa 255 mila euro sono stati utilizzati per compensazioni fiscali, mentre il resto è stato sequestrato, comprese le somme cedute a due società terze ritenute in buona fede e quelle ancora nella disponibilità della società truffatrice.

L’operazione, frutto di un'intensa collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, dimostra l'impegno della Guardia di Finanza nella lotta contro le frodi che minacciano le risorse pubbliche destinate al rilancio economico. È importante sottolineare che il procedimento penale è ancora nelle fasi preliminari e gli indagati sono presunti innocenti fino a prova contraria.

Questo intervento serve da monito per tutti coloro che tentano di abusare dei sistemi di incentivazione pubblica. La Guardia di Finanza continuerà a vigilare e a combattere con determinazione contro chi cerca di imbrogliare le istituzioni e i cittadini, proteggendo l'integrità dei fondi pubblici e garantendo che le risorse destinate al rilancio economico vengano utilizzate in modo corretto e trasparente.

pi/xy

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