Nella giornata di giovedì 6 maggio una donna, dopo un incontro col figlio minore,
era fuggita col bambino facendo perdere le proprie tracce. Il bambino, dall’anno scorso, era stato tolto dalla custodia della madre, affidato ai servizi sociali e collocato presso gli zii.
Nella serata di ieri 7 maggio, la Squadra Mobile di Aosta, con la collaborazione
della Squadra Mobile di Cuneo, ha rintracciato madre e figlio nella provincia di
Cuneo a Barge. Il minore, che sta bene, è stato riportato in Valle d’Aosta.
In risposta alle notizie circolate su un presunto rapimento di minore da parte della madre, l'avvocata Carola Marzi, legale della donna gambiana coinvolta, ha diffuso un comunicato stampa per chiarire la vicenda. "Ho letto notizie non veritiere relativamente ad un presunto 'rapimento' di minore da parte della madre. In qualità di legale della madre ritengo doveroso segnalare che i fatti sono stati narrati in maniera errata e parziale", ha dichiarato l'avvocata Marzi.
La vicenda è iniziata con una segnalazione da parte degli zii del bambino, che denunciavano presunti maltrattamenti da parte della madre. Tuttavia, tali maltrattamenti non sono stati confermati nel corso della visita ospedaliera a cui il bambino è stato sottoposto dagli stessi zii. "Tali presunti maltrattamenti non venivano tuttavia riscontrati nel corso della visita in Ospedale", ha precisato l'avvocata Marzi.
Il Tribunale per i minorenni di Torino, come misura preventiva e per la tutela del minore, ha disposto l'allontanamento temporaneo del bambino dalla madre, collocandolo presso l'abitazione degli zii.
Tuttavia, l'avvocata Marzi ha sottolineato che la madre non è mai stata dichiarata decaduta dalla responsabilità genitoriale e che il bambino non è mai stato formalmente affidato agli zii. "Gli zii hanno rivestito il ruolo di semplici collocatari, e affidamento e collocamento hanno due significati giuridici nettamente distinti", ha spiegato la legale.
Il Tribunale ha ordinato una valutazione della capacità genitoriale della madre, attivando modalità di incontro protette tra madre e figlio. Una équipe multidisciplinare, composta da un'assistente sociale, una psicologa, un educatore e un mediatore interculturale, è stata nominata per facilitare gli scambi di informazioni. Al termine del periodo di valutazione, la madre è stata giudicata idonea al proprio ruolo genitoriale.
Con l'esito positivo della valutazione, il Tribunale ha autorizzato un graduale ampliamento e la liberalizzazione delle visite madre-figlio. "Le visite, dunque, al momento dei fatti narrati, non erano più protette, ma libere, con la presenza dell'educatore solo ed esclusivamente nel momento del passaggio del bimbo dagli zii alla madre e viceversa", ha concluso l'avvocata Marzi, chiarendo che i momenti di scambio presentavano ancora delle criticità.
In definitiva, la versione dell'avvocata Carola Marzi smentisce le accuse di maltrattamenti e ribadisce che la madre non ha perso la responsabilità genitoriale, richiamando alla corretta informazione dei fatti e alla tutela della verità.