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ECONOMIA | 03 aprile 2024, 16:28

Valle d'Aosta zona rossa per incidenti sul lavoro

Il tragico andamento delle morti sul lavoro nel primo bimestre del 2024 ha destato preoccupazione nel panorama italiano

Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre

Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre

A fine febbraio, il numero di vittime è salito a 119, evidenziando un aumento di 19 casi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questo incremento, particolarmente allarmante quando si considerano le morti avvenute durante l'attività lavorativa, segna un aumento del 24,7%. Il Presidente dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, Mauro Rossato, ha sottolineato l'importanza di valutare l'incidenza delle morti rispetto alla popolazione lavorativa come indicatore cruciale del rischio per i lavoratori italiani.

La zonizzazione dell'incidenza delle morti sul lavoro a febbraio 2024 evidenzia una situazione critica in alcune regioni italiane. Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige e Calabria sono finiti in zona rossa, con un'incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale. Altre regioni, tra cui Puglia, Sicilia, Campania, Abruzzo e Piemonte, sono classificate in zona arancione, mentre Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria e Marche si trovano in zona gialla. Umbria, Veneto, Basilicata e Molise sono invece in zona bianca.

Analizzando il rischio per fascia d'età, emerge che i lavoratori più anziani continuano a essere particolarmente vulnerabili, con un'incidenza più elevata tra coloro che hanno superato i 65 anni. Inoltre, i dati indicano che i lavoratori stranieri sono soggetti a un rischio di infortunio mortale più che doppio rispetto agli italiani.

Nel dettaglio, a febbraio 2024, sono state registrate 119 vittime sul lavoro, di cui 91 in occasione di lavoro e 28 in itinere. La Lombardia si conferma come la regione con il maggior numero di vittime sul lavoro, seguita da Lazio, Trentino-Alto Adige, Piemonte, Emilia-Romagna e Campania. Il settore delle Costruzioni continua a essere il più colpito, seguito da Trasporti e Magazzinaggio, Commercio e Attività Manifatturiere.

Le denunce totali di infortunio aumentano del 7,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le Attività Manifatturiere registrano il maggior numero di denunce, seguite da Sanità, Costruzioni, Trasporto e Magazzinaggio, e Commercio. Le denunce coinvolgono principalmente lavoratori uomini, con la fascia di età tra i 45 ei 54 anni la più colpita.

L'analisi dei dati relativi a febbraio 2024 mette in luce la gravità della situazione e sottolinea l'urgente necessità di interventi mirati per migliorare la sicurezza sul lavoro in Italia. L'attenzione deve essere rivolta sia alla prevenzione degli infortuni che all'adozione di misure efficaci per proteggere i lavoratori, specialmente quelli più vulnerabili. Solo attraverso un impegno congiunto delle istituzioni, delle imprese e dei lavoratori stessi sarà possibile ridurre il numero di tragedie sul posto di lavoro e promuovere un ambiente lavorativo sicuro e salutare per tutti.

elca

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