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Vite in ascesa | 22 marzo 2024, 10:00

MONTE BARONE

Di Lodovico Marchisio

Nello sfondo il Monte Barone

Nello sfondo il Monte Barone

Il Monte Barone è la vetta più importante della piemontese Valsessera e appartiene al Braccio orientale delle Alpi (o Prealpi) biellesi.

Compiuta come capo gita il 2 giugno 2013 quando avevo 66 anni, con il gruppo Tutela Ambiente Montano del Club Alpino Italiano. Il panorama è celebre per l’ampiezza che spazia dalle Alpi Marittime fino all’Adamello, comprendendo una splendida vista sul Monviso, il Corno Bianco, il Monte Rosa, lo Stralhorn, il Weissmies, il Monte Leone, il Bernina, per citare solo alcune vette.

Lo sguardo si spinge fino al Lago Maggiore e d’Orta e alla pianura piemontese e lombarda: veramente un piacere, sempre che losi possa godere appieno, senza l’ostacolo delle nebbie e delle nuvolaglie che spesso e volentieri la fanno da padrone. Da Coggiola per strada asfaltata sempre più stretta si raggiunge la località Le Piane (8 km da Coggiola, pannello indicatore: It. G1/G8), dove si lascia l’auto prima della chiesetta eretta per un voto dopo una pestilenza di vaiolo nero.

Sulla salita tratto con corda fissa 

Ci s’immette su una mulattiera in direzione ovest che attraversa una pineta e dopo aver superato un dosso per pendii erbosi supera una baita con l’indicazione Monte Barone dipinta in giallo sul muro.

Le rade betulle e le felci sostituiscono le conifere, la vista spazia sulla testata della stretta valle del torrente Sessera a occidente.

La mulattiera sale verso l’incavo del vallone del Rio Cavallero che attraversa  (ponticello  metallico in caso di necessità ) e risale sull’ opposto e arido versante punteggiato dalle betulle e da stentati e asfittici pini. All’inizio della risalita si trovano le indicazioni per la Palestra di Roccia Oliva, Via della Discordia, alla destra del sentiero.

Con agevole marcia si raggiunge una fontanella a sinistra del sentiero e quindi il Rifugio “La Ciota”, 1233 m in circa 40 minuti. Si prende la diramazione di destra (segnavia G8) in un bosco di stupende conifere, risalendo fino alla dorsale che divide il vallone del Rio Cavallero da quello dell’ Ardeccia e che si origina in alto dalla vetta del Pissavacca. La vegetazione ormai è estremamente ridotta, una volta raggiunta la sommità del dosso appare in lontananza la struttura verde del Rifugio Monte Barone.

Gita sociale Cai-Tam

La vetta piramidale e massiccia con la cresta est su cui si svolge l’itinerario di salita sarà sempre visibile di qui in poi. Il sentiero compie alcuni saliscendi tagliando il ripido e tormentato versante occidentale del Pissavacca, attraversa qualche ruscello  ed in alcuni tratti è scavato nella roccia (corde fisse di sicurezza).

Alla fine del lungo tratto diagonale con pendenza ridotta, guadagna per pendii erbosi le baite diroccate di Ponasca e con un’ultima salita il ripiano dove è situato il Rifugio Monte Barone (1540 m circa), costituito di due edifici (il locale invernale è sempre aperto e dotato di stufa). 2 ore in totale. Bella e comoda fontana di pietra degli Alpini con un unico esemplare arboreo nelle vicinanze.

Il sentiero riprende a salire a destra con ripide svolte nell’erba ispida che a volte lo nasconde e raggiunge la Bocchetta di Ponasca (1650 m), situata tra la cresta che sale da Noveis  con le elevazioni del Monte Gemevola o Cornabecco (1576 m), del Pissavacca (1659 m) e della Punta delle Camosce (1699 m) e il proseguimento della stessa che culmina al Monte Barone.

Di qui bel colpo d’occhio sulla valle di Postua, la bassa Valsessera, Borgosesia. Il sentiero segue (sempre ben segnalato da tacche bianche e rosse) la cresta più o meno fedelmente, diventando  più accidentato, e dopo un traverso sul versante nord tra cespugli di rododendri, supera una cappelletta scavata nella roccia (campana) e raggiunge la vetta. Rosa dei Venti (CAI Valsessera) e Croce metallica. 1 ora dal rifugio.

In vetta al Monte Barone

Il panorama ripaga ampiamente della fatica. Da rimarcare la precisione e abbondanza della segnaletica, che permette di andare comodamente per sentieri, senza il rischio di affrontare problemi di orientamento.

SCHEDA TECNICA:

Altezza Massima raggiungibile: 2044 m

Tempo di salita: 3,00 h

Tempo Totale (AR): 5,30 h

Dislivello: 1059 m

Difficoltà: E

Materiale occorrente: bastoncini telescopici

Accesso in auto: Autostrada Torino - Milano, uscita a Greggio, Gattinara, Serravalle Sesia, Crevacuore, Coggiola, Viera, Biolla,  Alpe Le Piane.

Località di partenza: Alpe Le Piane 985 m

Località di arrivo: Idem (se si percorre il filo di cresta arrivo all’Alpe Noveis)

ascova

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