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Vite in ascesa | 01 dicembre 2023, 10:30

LA TAILLANTE

di Lodovico Marchisio

La Tailante in tutto il suo splendore

La Tailante in tutto il suo splendore

Una via normale che sembrava non esistere. Itinerario veramente inconsueto, rilevato da una relazione su “internet” in lingua francese che descrive l’esistenza di una via normale alla cima Nord (la più elevata).

Invece la Guida ai Monti d’Italia descrive le due creste come unica via di salita conosciuta alla vetta, con passi su roccia precaria di IV grado. Scoperta e provata personalmente la via normale ecco l’itinerario di salita, di certo non banale che richiede comunque fermezza di piede, senso dell’orientamento (da non intraprendersi se non con perfetta visibilità) e assenza di vertigini anche se le difficoltà massime riscontrabili non superano il II grado.

Questa è una salita non documentata a dovere che non potevo non segnalarvi e che ci riporta veramente all’alpinismo storico di scoperta. Salita con Marco Avanzini ed Enzo Felicciani il 24 agosto 2008.

La quasi sconosciuta lvia normale di salita

RELAZIONE TECNICA

Altezza Massima raggiungibile: 3197 m (Cima Nord)

Tempo di salita: 4,30 h

Tempo Totale (AR): 8 h per il lago Foreant

Dislivello: 993 m così distribuiti: Parcheggio 2580 m– Colle Vieux 2806 m (226 m) – Lago Foreant 2618 – Cima 3197: (579 m) – Ritorno al Colle Vieux, dal lago Foreant: (188 m)

Difficoltà: EEA (Media difficoltà su terreno delicato)

Materiale occorrente: corda e casco

Accesso in auto: Torino, Saluzzo, Val Varaita, Pontechianale, Colle Agnello, Parcheggio Rifugio Agnel

Località di partenza: Colle Agnello, versante francese (Parcheggio Rifugio Agnel).

Località di arrivo: la stessa

Descrizione Itinerario: Si parte dal parcheggio oltre il Colle dell’Agnello, raggiungibile dalla Val Varaita, scendendo per 2 Km sul territorio francese fino al parcheggio situato nei pressi del Rifugio Agnel (2580 m). Si sale dapprima su ottimo sentiero al Colle Vieux (2806 m) per poi scendere sul lato opposto sempre su buona traccia al lago Foreant (2618 m).

Da qui senza perdere ulteriore terreno, lasciare il sentiero che fiancheggia la sponda sinistra idrografica del lago per portarsi sulla sponda destra (idrografica e di percorso). S’inizia quindi a risalire (ometti) una traccia non troppo evidente che corre in traverso da destra verso sinistra (andamento di percorso) lungo una fascia di grossi blocchi rocciosi e sfasciumi che cingono tutta l’impressionante e lunghissima dentellata cresta della parete Nord.

Si traversa su terreno malagevole, su cui la traccia è sempre più precaria, in sali scendi sino a incontrare (prestare molta attenzione) uno sperone roccioso che scende a Nord Ovest ed incredibilmente unisce con questa protuberanza, fuori percorso, l’inaccessibile parete Nord.

Tratto finale

Grazie ad esso (ometti da noi ripristinati il 24 agosto 2008) si sale per una balza rocciosa che fiancheggiando la parete opposta, conduce, superando scalini naturali sulla roccia (tratto esposto), alla base di un’impressionante lastra di rocce inclinatissime che si elevano per ben 400 m in direzione della vetta più elevata.

Senza lasciarsi troppo impressionare dall’isolatezza del luogo veramente notevole e l’inclinazione della parete, si nota una traccia (ometti) che traversa in direzione Nord Ovest su un immenso precipizio. La “lastronata” appare meno repulsiva man mano che ci si alza nella sua direzione.

Evidenti tracce s’inerpicano su di essa, interrotte a tratti, da provvidenziali cenge erbose, canalini e tracce di passaggio che a zigzag si avvicinano gradualmente alla cima. Le difficoltà tecniche di progressione sono quasi del tutto assenti, pur considerata l’esposizione del percorso. Si possono al massimo incontrare passaggi isolati di I e II grado, arrampicando sulla placca a forte inclinazione nei tratti dove questa non è marcata visibilmente dalla traccia di salita.

Le difficoltà maggiori consistono nel non far cadere pietre e a non scivolare nei tratti in cui la linea da seguire si affaccia nel vuoto ai limiti tra il provvidenziale sperone e la fascia inclinata. Per il resto è una faticosa ma remunerata salita su tracce esposte ma evidenti in caso di bel tempo. Non intraprendere assolutamente questa salita con terreno bagnato o in presenza di neve residua (periodo ideale: fine luglio – piena estate).

Nel tratto finale più ripido e sporgente nel vuoto, è meglio assicurare a corda i più titubanti, anche se l’intero percorso può essere superato senza corda da alpinisti avvezzi a terreni esposti e malagevoli. Dalla vetta nord (3197 m), punto più elevato della lunga cresta chiamata per l’appunto “Crête de la Taillante” il panorama è incredibile.

Sull'esile vetta

Dall’ometto di questa vetta dalle parvenze particolarissime e inusuali, si scende per lo stesso it. di salita prestando in discesa ancor maggior attenzione ai tratti esposti e non far cadere pietre (casco consigliabile). Giunti sotto l’adrenalinica balza rocciosa di 400 m si tira un po’ di respiro e si raggiunge per lo stesso sperone di salita la sponda destra orografica del lago, facendo ritorno pressappoco per i grandi massi di sfasciumi dell’andata.

Ripreso il largo sentiero che sale sul lato opposto al nostro da Abriès – Ristolas (Valle del Guy), risalire al Col Vieux (188 m di dislivello) e poi con rilassante discesa su ottimo sentiero, far ritorno al punto di partenza.

 

ascova

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