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Salute in Valle d'Aosta | 01 dicembre 2023, 19:33

La risonanza magnetica dell’ospedale “Parini” è tornata in funzione Investito circa un milione di euro. E’ dotata di aggiornamenti di ultima generazione con l’utilizzo di intelligenza artificiale

Il riammodernamento completo garantisce un ampliamento degli esami e il miglioramento della loro qualità, maggior comfort per i pazienti e una maggior facilità d’uso per i tecnici. Il macchinario è ripartito il 20 novembre.

La risonanza magnetica dell’ospedale “Parini” è tornata in funzione  Investito circa un milione di euro. E’ dotata di aggiornamenti di ultima generazione con l’utilizzo di intelligenza artificiale

La nuova Risonanza magnetica dell’Ospedale “Parini” di Aosta è entrata in funzione il 20 novembre, dopo un potenziamento di programmi e strutture che ne fa uno dei macchinari più avanzati al momento attivi in Italia.

L’operazione, finanziata con circa un milione di euro, ha reso l’apparecchio (la principale Rm delle due presenti in Ospedale) “uno strumento di ultimissima generazione, offrendo un ampliamento degli esami e il miglioramento della loro qualità, maggior comfort per i pazienti e una maggior facilità d’uso per i tecnici attraverso un sistema di intelligenza artificiale”  dice il Direttore Generale USL, Massimo Uberti.

“siamo contenti di veder consegnare ‘nei tempi’ una risonanza magnetica talmente rinnovata da essere considerata nuova - sottolinea l’Assessore Carlo Marzi -.  Nonostante le continue polemiche su questo tema sappiamo di aver ottenuto un risultato importante per la nostra comunità che permetterà di aiutare i Valdostani che ne hanno necessità, pur sapendo che una macchina nuova non risolverà il problema dei lunghi tempi di attesa”.

“Si tratta di una macchina altamente performante – spiega il dott. Massimiliano Natrella, Direttore della Struttura Complessa di Radiologia Diagnostica ed Interventistica -. E’ caratterizzata da un “bore” (tunnel) di 70 cm di larghezza rispetto ai 58 precedenti ed è più compatto permettendo ai pazienti di posizionare le braccia lungo i fianchi, quindi di non sollevarle sopra la testa (come la precedente) e di avere una sensazione meno opprimente e più confortevole”. “Questo – aggiunge - si tradurrà in una riduzione dei tempi di acquisizione delle immagini con specifico vantaggio per i pazienti critici ed anziani”.

La nuova macchina (“Signa Artist Evo” della GE Healthcare) presenta notevoli vantaggi in tutti i settori di applicazione della RM, in particolare in campo neurologico (con sequenze particolarmente sottili che permettono una più facile diagnosi tra tremore essenziale e Parkinson, uno studio più accurato sull’orecchio interno), in campo oncoematologico (con sequenze Whole body), in campo urologico (con sequenze più performanti per la patologia prostatica senza l’utilizzo di bobine endocavitarie)  ed in campo  muscoloscheletrico”.

La macchina è dotata di hardware avanzato con bobine “a copertina” che, oltre ad essere più “confortevoli” migliorano la qualità delle immagini e possono essere utilizzate in modo integrato per studiare simultaneamente ampi segmenti del corpo consentendo esami “Total Body”.

“Quest’apparecchio quindi – conclude il dott. Natrella - perfeziona la diagnostica in tutti i settori, in particolare per le attività legate al trattamento dell’ictus e delle patologie neurologiche. Grazie ai software di ultima generazione, di cui è dotata l’apparecchiatura, è possibile ottenere immagini di elevatissima accuratezza diagnostica, particolarmente importanti per l’individuazione delle più minute alterazioni anche della parete dei vasi, fornendo una guida preziosa per le procedure interventistiche nell’ambito dell’attività della Stroke Unit”.

“La nuova apparecchiatura ci permetterà di fare enormi passi avanti, sia da un punto di vista scientifico, sia per l’assistenza clinico-diagnostica che offriamo ai nostri pazienti ed è un tassello importante dell’aggiornamento del parco tecnologico del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, realizzato anche grazie al contributo fondamentale dell’Ufficio Tecnologie dell’Azienda. Potremo così continuare a mantenere sempre aggiornate le nostre ‘macchine’ e contribuire ad offrire diagnosi e cure di alto profilo per i Valdostani e per i tanti pazienti che da fuori Valle scelgono di curarsi qui da noi” dice il dottor Carlo Poti, Direttore del Dipartimento di diagnostica per immagini e radioterapia.

Per dotarsi di questa tecnologia di ultima generazione, l’Azienda USL, insieme alla Radiologia, ha scelto di mantenere il magnete già presente nella RM originale. Il magnete ha una vita di ancora 20 anni e mantenerlo ha permesso di evitare enormi lavori strutturali di muratura (con impatto anche sulla rampa del Pronto Soccorso) che avrebbero comportato un maggior fermo macchina ed un maggior disagio per i pazienti.

Per la riaccensione dell’apparecchio sono voluti circa 10 giorni in più rispetto al previsto, per un ritardo nella consegna di alcuni pezzi. Durante il periodo dei lavori di potenziamento, per minimizzare qualsiasi eventuale disagio per gli utenti, la Struttura di Radiologia diagnostica ed interventistica si è fatta carico di rivedere tutte le agende e riallocare tutti i pazienti modificando l’attività lavorativa della dirigenza medica e del comparto aumentando la fascia oraria dalle ore 7alle ore 20 da lunedì a venerdì e dalle 08 alle 17 il sabato, continuando a garantire sempre le urgenze. I pazienti così sono stati tutti riallocati e prenotati in Ospedale e presso il poliambulatorio di Donnas oppure nelle Strutture convenzionate.

red

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