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ECONOMIA | 03 ottobre 2022, 10:00

Crisi energetica possibili blackout nei condomìni

Con la crisi energetica i costi condominiali e delle famiglie sono fuori controllo e aumentano i morosi e i fornitori chiedono maggiori garanzie o interrompono le forniture

foto repertorio

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Stiamo vivendo il secondo importante shock energetico della nostra storia recente dal 1973, quando i fornitori di petrolio ci costrinsero ad andare a piedi la domenica: abbiamo costi energetici alle stelle, rischio di razionamento, possibili domeniche al freddo. La gestione dei costi condominiali e delle famiglie rischia di andare fuori controllo e la preoccupazione dei residenti è altissima.

Nei bilanci consuntivi 2021/22 dei condomini, rispetto a quanto preventivato, si registra il raddoppio degli importi previsti, sia per le utenze elettriche sia per il teleriscaldamento che è stata la forma di riscaldamento più costosa. Per la stagione termica 2022/23, se non ci saranno correttivi e  interventi del governo, la spesa sarà almeno quattro volte quella avuta fino alla stagione 2020/21.

Le nuove regole del Mite per un risparmio domestico consentono di diminuire del 10% in totale l’erogazione del riscaldamento in condominio. Ma il 10% di una bolletta che si è decuplicata nel giro di un anno è irrilevante, i condomini si potrebbero trovare di fronte a costi insostenibili.

L’associazione degli Amministratori di immobili dicono che i costi dell’energia creeranno come effetto domino morosità ulteriori morosità. Per questo rivolgono un appello accorato all’esecutivo in via di formazione: costi condominiali in aumento del 300%. Bisogna trovare soluzioni subito o sarà grave crisi sociale. L’allarme è stato lanciato dall’Anaci Day 2022 che si è svolto a Milano davanti a 1.200 amministratori provenienti da tutta Italia.

L’allarme è reale: i condomini rischiano l’interruzione totale della fornitura. Infatti il rischio morosità ostacola un’eventuale nuova fornitura.

Le quote di riscaldamento possono arrivare a gravare fino a quattro volte rispetto all’anno precedente e, molti condomini non troveranno fornitura sul mercato a causa del rischio morosità. Infatti, altri gestori chiedono integrazioni delle garanzie fino a 30mila euro per un condominio di 20 appartamenti.

Le nuove garanzie richieste dagli operatori per non dichiarare default.

I condomini si renderanno conto del dramma energia solo nel momento in cui verrà presentato il consuntivo da parte degli amministratori. Inoltre, gli operatori maggiormente in difficoltà, per non dichiarare il default tecnico, stanno recedendo in anticipo dai contratti sottoscritti con i condomini, ma ancor più grave, stanno richiedendo nuove garanzie.

Ci è stato detto che per continuare a fornire i clienti condomini, molti gestori stanno comunicando la necessità di integrare le garanzie ritenute insufficienti rispetto al momento della stipula. Un caso emblematico è quello di una segnalazione secondo la quale un operatore ha richiesto una integrazione delle garanzie di 30mila euro, pena l’interruzione della fornitura entro 15 giorni.

pyred

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