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Camminar pensando | 25 settembre 2022, 08:00

Una facile dorsale sull’alto Verbano

Monte Tondone, Cima della Forcola, Monte Pianbello, Cima Ologno e Monte Carza Trarego-Viggiona –VB

Sant’Eurosia (foto di Mauro Carlesso)

Sant’Eurosia (foto di Mauro Carlesso)

La dorsale del Carza si trova sull’orlo settentrionale di una vasta porzione della superficie terrestre, che in tempi antichi si è mossa come un solo blocco, e comprende tutto il resto dell’Italia e tutta l’Africa. Un oceano la divideva dal blocco dell’Europa e dell’Asia. Poi i due blocchi si sono scontrati e quelle cime innevate ed acuminate, contorte ed aspre che chiamiamo Alpi sono il risultato di quel titanico movimento terrestre. Percorrere la lunga e pacifica dorsale dal Tondone al Carza contrasta così con quell’espressione di potenza di cui la Natura è capace. Osservare con stupore ed emozione le vette delle Alpi svizzere dal belvedere del Carza può accompagnarci per qualche istante dentro l’inesauribile magnificenza della Natura.

L’itinerario

Dall’autostrada A26 uscire a Baveno e dirigersi verso Verbania per proseguire costeggiando il lago verso il confine elvetico sino a Cannero Riviera, dove si svolterà a sinistra seguendo le indicazioni per Trarego Viggiona. Continuare sulla provinciale in direzione di Colle. Dopo aver superato il Grotto Monte Carza raggiungere la località Piazza dove si parcheggia nell’ampio slargo a bordo strada. Da qui addentrarsi lungo la sterrata sino all'incantevole oratorio seicentesco di Sant'Eurosia, immerso in una splendida faggeta.

Subito dopo la chiesetta deviare sulla destra lungo il sentiero in leggera salita e raggiungere la bocchetta Tondone (1.181 mt.). Percorre il crinale di sinistra che in breve conduce alla boscosa sommità del Monte Tondone (1.243 mt.). Ridiscendere alla bocchetta e proseguire ora lungamente sulla dorsale con frequenti saliscendi e su sentiero sempre ben segnalato toccando in sequenza la Cima della Forcola (1.303 mt.), il Monte Pianbello (1.325 mt.) e la panoramicissima Cima Ologno (1.132 mt.) con tavola di orientamento. Da quest’ultima cima si intravede l’isolata sommità del Monte Carza (1.116 mt.) che si raggiunge facilmente.

Verso il Carza (foto di Mauro Carlesso) Su questa cima è d’obbligo una sosta per ammirare il panorama a 360° sul Lago e sulle montagne delle vallate svizzere di fronte. Sul versante sud appena sotto la vetta, si trova la graziosa Cappella “Stella del Lago Maggiore” risalente agli ’70 edificata su una piazzola della Linea Cadorna. La gita si chiude ad anello scendendo dalla cima del Carza sulla sottostante provinciale all’altezza del Grotto Monte Carza. La strada è poco trafficata e la si percorre comodamente fino al parcheggio di Piazza.

La nota storica

Il litorale lacustre che sta sotto la dorsale del Monte Carza è quello di Cannero. Proprio di fronte ad esso, come sospesi a galleggiare sulle acque del lago stanno i due affascinanti isolotti dei Castelli di Cannero. Nonostante la loro microscopica presenza nella vastità del bacino lacustre hanno da sempre attratto i visitatori di questi luoghi con la loro alea di mistero e leggenda. Il tutto nasce da una storia vera che il tempo ha trasformato da crudele a mitologica. Sugli isolotti, tra il 1200 e il 1300, vennero edificati i due castelli dei cinque fratelli Mazzardi di Cannobio soprannominati “Mazzarditi” (piccoli Mazzardi). Le difficili condizioni in cui versava il Ducato di Milano alla fine del XIV secolo lasciavano ampio spazio alle tirannie locali e alle lotte tra Guelfi e Ghibellini, che laceravano anche Cannobio. Sfruttando questo clima i Mazzarditi tiranneggiarono per parecchi anni il litorale fin quando il Duca di Milano Filippo Maria Visconti pose fine a questo regno del terrore espugnando dapprima il castello di Terrafiume e successivamente il castello Malpaga che fu raso al suolo nel 1414.

Il delta di Cannero e gli isolotti coi castelli (foto di Mauro Carlesso)

Ora sugli isolotti restano le rovine di quei tempi bui che hanno alimentato leggende ancora oggi tramandate come quella che i Mazzarditi, dopo la sconfitta, fossero gettati nelle acque del lago. La storia però racconta che essi furono solo banditi dal paese per quindici anni, trascorsi i quali furono addirittura riammessi nel borgo. Ma il clima di terrore che allora imperava suscita ancora oggi la suggestiva immagine di un veliero fantasma che nelle giornate di nebbia fitta veleggia attorno ai castelli alla ricerca del tesoro che i briganti avrebbero gettato nelle acque del lago prima di essere cacciati.

Per un pranzo al sacco Veg

Un suggerimento per un gustoso pranzo al sacco vegano a impatto zero: verdure al vapore (cavolfiore, broccoli, patate etc) con olio, aceto balsamico e formaggio “fettine” vegane.

La scheda

Località di partenza: Oratorio Sant’Eurosia (mt.1.044) –VB-

Località di arrivo: Oratorio Sant’Eurosia (mt.1.044) –VB-

Cime sul percorso: Monte Tondone (mt. 1.243), Cima della Forcola (mt.1.303), Monte Pianbello (mt.1.325), Cima Ologno (mt. 1.132) e Monte Carza (mt. 1.116)

Dislivello: mt.  300 circa (numerosi saliscendi)

Tempo di percorrenza: ore 3 (soste escluse)

Difficoltà: T

Periodo: Sempre (sconsigliata d’estate per la bassa quota)

Il territorio dove si sviluppa il percorso


Mauro Carlesso Scrittore e camminatore vegano

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