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ECONOMIA | 21 luglio 2022, 08:00

Prime regolamentazioni per l’enoturismo in Valle d’Aosta

Si tratta di un adeguamento a quanto disposto dal decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e del turismo

Le Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica indicate dal Ministero per le attività enoturistiche trovano applicazione, seppur in fase transitoria anche in Valle d’Aosta.

Sono state approvate dalla Giunta regionale, ma Davide Sapinet, assessore all’agricoltura sottolinea che “le linee guida quanto saranno più compiutamente disciplinate nell’apposita legge sulla multifunzionalità in agricoltura attualmente in fase di elaborazione”. Ma l’obiettivo è “consentire lo svolgimento immediato dell’enoturismo in Valle d’Aosta, per rafforzare un settore che è già in forte crescita, non solo per la qualità delle produzioni, ma anche per la dinamicità delle aziende e delle cooperative”. Sottolinea giustamente l’assessore Davide Sapinet.

Le linee guida definiscono i soggetti che possono effettuare tali iniziative, ossia gli imprenditori vitivinicoli, le cantine cooperative e i consorzi di tutela dei vini, le attività che possono essere svolte nell’ambito enoturistico, nella fattispecie visite guidate ai vigneti e alle strutture pertinenti, iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo nelle cantine e nei vigneti, degustazioni e la commercializzazione delle produzioni, e gli standard minimi, obblighi e adempimenti per l’avvio delle attività.

L’'esercizio dell'attività enoturistica è soggetta alla Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) da presentare allo Sportello unico degli enti locali (SUEL).

red. eco.

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