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AGRICOLTURA | 20 luglio 2022, 16:00

Prosegue il Tour Alpages Ouvertes

Sabato 23 luglio seconda tappa all’Alpage Veplace nel comune di Nus

Prosegue il Tour Alpages Ouvertes

Situato nel comune di Nus ad un’altitudine di 1.830 m s.l.m. l’alpeggio si sviluppa su una superfi cie di circa 35 ettari, vengono monticati 60 capi bovini di cui 45 in lattazione. È attivo il punto vendita dell’azienda che è a conduzione famigliare. Dall’alpeggio si può godere di una splendida vista sulla vallata di Saint-Barthélémy e sul villaggio di Lignan, nonché dell’Osservatorio astronomico regionale della Valle d’Aosta.

Prodotti: toma, toma semi grassa, toma aromatizzata, ricotta, brossa, reblec, yogurt naturale, burro di panna, robiole e primo sale. Percorso: dal comune di Nus prendere la strada per SaintBarthélémy, arrivati in Frazione Lignan utilizzare i parcheggi segnalati e proseguire a piedi lungo la strada che porta all’Osservatorio Astronomico, poi proseguire sul sentiero che porta al Rifugio Cuney fi no all’alpeggio.

Tempo di percorrenza previsto circa 40 minuti.

Collaborazioni: Comune di Nus, Sezione Alpini Nus, Vigili del fuoco volontari. Titolare dell’alpeggio Luca Elex.

È giunta alla venti-treesima edizione “Alpages Ouverts”, la manife-stazione che vuole far scoprire i segreti dell’alpeggio attraverso il racconto diretto degli allevatori che, nei cento giorni di lavoro in montagna, si dedicano alla produzione casearia e alla cura di animali e paesaggio.

Attraverso “Alpages Ouverts”, organizzato dall’Association Régionale des Eleveurs Valdôtains con il patrocinio della Regione Autonoma Valle d’Aosta e la fattiva collaborazione del Dipartimento Agricoltura e del Dipartimento Risorse Naturali, ogni visitatore può conoscere in prima persona il forte legame che esiste fra la conservazione della biodiversità, il paesaggio, le razze allevate, il lavoro dell’uomo e i prodotti caseari che in alpeggio vengono realizzati. In questo contesto i temi di benessere animale, sostenibilità ed ecocompatibilità sono evidenti e rimangono nel visitatore in termini di emozioni vissute in una giornata del tutto singolare.

Il visitatore può apprezzare un esempio di sostenibilità grazie al mantenimento di un equilibrio ambientale manifestatosi attraverso la creazione di scenari e paesaggi ordinati, ben strutturati e in grado di fornire non solo risorse economiche ma anche importanti spazi creativi e ricreativi per la nostra società. In questo senso ci sentiamo di dire che in Valle d’Aosta la zootecnia ha avuto un ruolo di tutela ambientale, ben prima che le leggi lo imponessero.

La tutela dell’ambiente viene poi giustamente inserita e ben si armonizza con un discorso di tutela della salute e del benessere animale sia nel periodo invernale, nelle aziende di fondovalle, sia nel periodo estivo.

La comunità scientifica internazionale oggigiorno è attivamente impegnata in ricerche atte a migliorare il benessere degli animali allevati nelle varie fasi di produzione dall’allevamento al trasporto e alla macellazione, nonché a validare e standardizzare un sistema di valutazione del benessere in allevamento. I modelli maggiormente diffusi partono dalla necessità di correggere situazioni generate dall’uomo per potenziare oltre misura i risultati in termini di quantità prodotte. Non è questo lo scenario nella nostra regione, noi abbiamo la necessità di salvaguardare il modello di allevamento ecocompatibile che si è creato nei secoli e per mezzo di questa manifestazione vogliamo presentare anche questo aspetto al pubblico.

Nello splendido paesaggio alpino, dall’affascinante ed accidentata morfologia  si muovono le nostre bovine di razza valdostana, dalla piana alla montagna, tra un alpeggio e l’altro, seguendo rigorosamente il ritmo delle stagioni.

 

red.cro.

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