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AMBIENTE | 08 dicembre 2021, 08:00

Storie d’acqua e d’energia: Derivato almento l'80% dei corsi d'acqua

Con il convegno del 4 dicembre scorso, Legambiente ha riproposto il tema della tutela di quei pochi tratti di torrente non ancora intubati ad uso idroelettrico e di quei tanti già derivati che spesso non rispettano il Deflusso Minimo Vitale

Storie d’acqua e d’energia: Derivato almento l'80% dei corsi d'acqua

Tutti i corsi d’acqua valdostani sono mediamente derivati tra l’80 e il 100% del proprio percorso, per un totale di 338 centraline.  Il numero delle concessioni idroelettriche è aumentato anche negli ultimi anni, nonostante il Ministero e l’Autorità per il Bacino del Po abbiano regolamentato in modo più rigoroso le modalità per l’accettazione delle nuove domande, e parecchi tra gli ultimi tratti di torrenti di grande pregio ambientale sono tutt’oggi a rischio di essere derivati a favore di nuove centraline.

E’ il caso di Cortlys, un progetto molto vecchio (2004),  pieno di errori, che andrebbe ad impattare sul tratto iniziale del torrente Lys, nell’alta valle di Gressoney all’interno dell’anfiteatro morenico del Monte Rosa; un progetto totalmente inaccettabile alla luce delle attuali norme, che il Presidente della Regione ha sdoganato accettando di riconoscere il passaggio della concessione ad una nuova Società, la Staffal Energy della famiglia Arditi: provvedimento che, con il Comitato di Cortlys, Legambiente ha  impugnato presso il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche  di Roma. 

Ed è il caso Issologne: una nuova concessione rilasciata di recente per un ennesimo impianto sul torrente St. Barthelemy (l’ottavo sull’intero corso d’acqua), progetto che è in contrasto con le nuove norme introdotte nel 2017,  in quanto si colloca in modalità “esclusione” nelle Tabelle ERA dell’Autorità di Bacino del Po; una concessione, quindi, a nostro avviso illegittima.

Altri casi sono emersi dal pubblico in sala:

 -         un progetto di centrale sul torrente Grand’Alpe, nell’alta Valgrisenche, mai realizzato in quanto il Comune, titolare della concessione (con la società Ronc con quote di minoranza), si è reso conto dell’altissimo impatto ambientale che la sua realizzazione comporterebbe; sembra tuttavia che il Procuratore della Corte dei Conti esiga che, per giustificare le ingenti spese di progettazione (30.000 euro),  il progetto venga realizzato;

 -         un nuovo progetto per due centraline sul torrente Chamois, che prosciugherebbero tutti i torrenti e ruscelli della conca di Chamois trasformando il lago di Lod, gioiello della località turistica, ricco di pesci, ninfee e libellule, in una vasca di carico.

Nel corso dell’incontro, sono stati poi illustrati i parametri tecnici per misurare la quantità delle portate prelevate dai corsi d’acqua e  controllare se viene rispettato il rilascio del DMV secondo le indicazioni fornite nel disciplinare di concessione.

I prelievi si possono desumere dai dati di produzione che il concessionario fornisce alla Regione e al GSE per ottenere gli incentivi.  Visualizzando sul sito del GSE l’importo delle somme erogate annualmente ai vari impianti, è possibile verificare che generalmente le portate prelevate sono sempre superiori (a volte anche di molto) rispetto alle portate concessionate. Un vero e proprio furto!

Per quanto riguarda il controllo del DMV è necessario che un addetto (nella nostra regione la Forestale) si rechi sul posto alla vasca di carico, che può trovarsi anche in alta montagna in posti difficilmente raggiungibili, per verificare sull’asticella graduata l’altezza dell’acqua che resta nel torrente.

In VdA la Forestale ha fatto negli anni un ottimo lavoro, garantendo un controllo capillare e comminando sanzioni. Ma i sanzionati non pagano – neppure sanzioni da 20 euro, per non parlare di quelle più consistenti! - e, con i loro avvocati, fanno ricorso al Tribunale delle Acque Pubbliche. L’ha fatto in passato ALGA, che in questo modo ha bloccato 163 sanzioni, rimaste in sospeso. L’ha fatto, più di recente Alberto Arditi che, a tutt’oggi, risulta impegnato in un processo e due ricorsi contro la Regione. Nel  più recente, che andrà a giudizio a gennaio 2022, Arditi contesta le modalità con cui la Forestale ha misurato l’acqua del DMV e chiede di essere risarcito per il danno procuratogli dal provvedimento della Regione che gli ha sospeso la produzione per 15 giorni nel febbraio scorso.

Legambiente continuerà, con i suoi volontari, il lavoro di informazione - molto apprezzato dal pubblico presente nel salone della Biblioteca di viale Europa - e a seguire i contenziosi in corso.

legambiente VdA

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