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Vite in ascesa | 26 novembre 2021, 10:30

VITE IN ASCESA: CIME DAVVERO INSOLITE

a cura di Lodovico Marchisio

Cima del Monte Cornagera

Cima del Monte Cornagera

Dicono che l’occhio vuole la sua parte. Ci andrebbe allora un libro solo rivolto alle stranezze della natura e alle bizzarrie del creato. Ne ho trovate due dislocate una nel Bergamasco e l’altra nel Bresciano. Bizzarre per la loro forma, ideali perché si lasciano salire senza difficoltà, fantasmagoriche perché racchiudono nicchie di fatale stranezza. Il tutto prepara un cocktail per i palati più raffinati ed esigenti.

Andiamo a scoprire ora insieme le due gemme di pietra. Vedere per credere. Salite le due cime in solitaria.

MAZZA DI PICHEA

Quota: 1879 m

Cenni generali: "Alle spalle del rifugio Nino Pernici si elevano le imponenti rocce di Pichea. Sembrano un fantastico castello merlato destinato ad accogliere abitatori giganti. Torri, pinnacoli, guglie, prodigio di statica, e scherzi inverosimili d´audace eleganza si rincorrono nell´alto del cielo, svolgendo l´intreccio di un portentoso ricamo.

Difficoltà: Abbastanza facile (cavo finale per salire sul cucuzzolo roccioso sommitale)

E: se escursionistica: EE

Accesso: Con l’autostrada Torino – Milano – uscita a Brescia Est, Salò. Lago d’Idro, Storo, Pieve di Ledro, Bezzecca,  quindi si prosegue verso destra, sempre in macchina, su strada stretta ma buona, seguendo inizialmente il sentiero 403. Sempre dritti fino a malga Trat ove si parcheggia (inizio cartello di divieto per le auto).

Dislivello: 323 m

Consigliabile: Sì perché è l’attrattiva più spiccata per chi sale al rifugio Pernici per la sua forma di guglia rocciosa insuperabile; una salita dolomitica "tascabile". Zona molto bella e selvaggia, con testimonianze della Grande Guerra lungo il percorso e nel rifugio.

Ore salita: 1,30 h

Discesa: 1,20 h

Totale: 2 h e 50 min. (senza soste)

Descrizione itinerario: Seguendo il sentiero 403 (strada autorizzata solo alle mountain bike e ai gestori del rifugio) in 30 minuti si arriva al Rifugio Nino Pernici. In salita si può tagliare per un sentiero che dal parcheggio conduce alle prime malghe. Quindi si prosegue sulla sinistra lungo il sentiero 420 che passa tra boschetti e prati. Si avanza verso la bella figura rocciosa della Mazza di Pichea. In pochi minuti si è ad un bivio (il rifugio e a 200 m ed è consigliabile una sosta, ma è meglio raggiungerlo al ritorno per non dover deviare). Quindi dritti si prosegue per le creste del Pichea, a destra si stacca il sentierino che sale alla Mazza aggirandola fino alla sua sommità. Nell´ultimo breve tratto (10 metri) c´è una corda fissa che necessita solo un po´ di attenzione fino alla grande croce di vetta.

Discesa: La discesa la si compie per lo stesso percorso (che è la via più facile per accedere alla vetta), sosta al Rifugio molto accogliente (5 min di deviazione) e poi per la strada più confortevole.

Segno di vetta: Croce in ferro con lapidi e libro di vetta

MONTE CORNAGERA

Quota: 1312 m

Cenni generali: La Cornagera è una montagna delle Prealpi Bergamasche situata in valle Seriana, in provincia di Bergamo. Totalmente compresa nel territorio del comune di Aviatico, svetta sull’omonimo altipiano, mostrandosi con la sua caratteristica forma piramidale a gran parte della pianura centrale lombarda, alla media valle Seriana, permettendo la vista di gran parte delle Orobie, tra cui la Presolana, ma anche delle Alpi Pennine, in particolar modo del monte Rosa. Sotto di essa vi sono i torrioni della Cornagera. Le sue pareti rocciose ed i suoi torrioni, esposti a Sud, sono considerati una rinomatissima palestra per quanto concerne l’arrampicata, tanto da essere frequentati da alpinisti già nei primi anni del XX secolo. Qualche decennio più tardi su questi pinnacoli si sono formati escursionisti quali i fratelli Giuseppe e Innocente Longo e Garlini (a cui sono intitolati due torrioni), Agostino Parravicini e Carlo Nembrini, fino ad arrivare ai nostri giorni, in cui la frequentazione è diventata di massa anche per quanto riguarda l’arrampicata libera, senza l’ausilio di corde e chiodi, con difficoltà che vanno dal II° al V° grado.

Difficoltà: Abbastanza facile (un tratto di 1° esposto, caratteristico lo strettissimo “Buco Carolina” ove passa a stento una persona per volta).

E: se escursionistica: EE  

Accesso: con l’autostrada Torino – Milano – Bergamo (ultima uscita), Torre Boldone, Nembro, deviazione per Selvino, Aviatico, cabinovia per il rifugio Monte Poieto.   

Dislivello: in salita 100 m circa, in discesa circa 400 m

Consigliabile: È la struttura geologica a rendere particolare questa montagna: la dolomia di cui è composta è stata interessata, nel corso dei secoli, da piccole frane, dovute al lento spostamento del corpo centrale verso ovest, con il conseguente sbriciolamento di piccole pareti, creando le forme caratteristiche tuttora visibili, con lo strettissimo orrido del “Buco Carolina”.

Ore salita: 1,30 h

Discesa: 2 h (per completare a piedi l’anello)

Totale: 3 h e 30 min. (senza soste)

Descrizione itinerario: Dall’arrivo della cabinovia salire al Monte Poieto (1375 m - 10 minuti). Da qui scendere sulla cresta erbosa fino ad una sacca ove a destra è indicata con un cartello la salita al Monte Cornagera. Seguendo l’andirivieni del sentiero ben marcato in rosso, ci si porta a sinistra del Buco Carolina, se lo si vuole percorrere stare un po’ più a destra per tornare da altro verso sopra una sterrata da cui si diparte il rientro per il Monte Poieto. Dopo lo strettissimo orrido si scende in una forra, cosparsa tutt’intorno da guglie e pareti calcaree. Nel punto in cui la parete si presenta più accessibile si diparte la via normale al Monte Cornagera che inizia con una paretina di 1° grado che permette di superare un saltino roccioso di 15 m. Poco sopra in traverso si arriva ad un salto che si discende facilmente per raggiungere la cresta finale a tratti esposta che conduce sulla cima. Poco oltre vi è una madonnina e poco sotto, ove la cima precipita nel vuoto, c’è una bella croce in ferro.

Discesa: La discesa la si compie per lo stesso percorso sino all’inizio della via normale, da qui si devia a destra per il sentiero che scende ad Aviatico transitando sotto la palestra di roccia dei torrioni della Cornagera, con le sue pareti rocciose ed i suoi torrioni, esposti a Sud. Si prosegue poi entrando nel bosco e con un sentiero agevole e ben segnato si arriva a una scalinata da cui parte il segnale dei due monti (Poieto e Cornagera) per chi li volesse salire a piedi. É questo anche l’accesso dal basso ai torrioni di scalata.

Segno di vetta: Madonnina con rosario dorato e Croce in ferro

ascova

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