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ECONOMIA | 09 novembre 2021, 12:47

Consumi di Natale a rischio. Previsioni negative per le feste che verranno

Il timore di un Natale in bianco è purtroppo molto presente complici l’inflazione, il rincaro delle bollette e dei carburanti. Le prossime feste potrebbero vedere gli italiani più intenti a contenere i consumi e a far quadrare i conti

Consumi di Natale a rischio. Previsioni negative per le feste che verranno

A rilanciare il tema interviene la stima dell’Ufficio Studi di Confcommercio, che teme il rischio dell’inflazione sulla ripresa, sui consumi e sui consumi di Natale. Con un aumento dei prezzi, dice Confcommercio, si perderebbero circa 2,7 miliardi di euro di consumi.

Che potrebbero arrivare a 5,3 miliardi nell’ipotesi (evidentemente considerata non peregrina) di un’inflazione al 4%. Questo naturalmente avrebbe un impatto anche sui consumi di Natale. «Lo “spettro” dell’inflazione continua a minacciare la ripresa dei consumi e più in generale la crescita economica del 2022. Ma un’altra conseguenza negativa di un’eventuale impennata dell’indice dei prezzi al consumo sarebbe l’impatto sugli acquisti del Natale che si sta avvicinando».

Così Confcommercio che ha analizzato i possibili effetti di un rialzo dell’inflazione sui consumi delle famiglie nel quarto trimestre 2021. Nell’ipotesi di un aumento medio dei prezzi del 3% si perderebbero circa 2,7 miliardi di euro di consumi che potrebbero arrivare fino a 5,3 miliardi nell’ipotesi di un’inflazione al 4%; in entrambi i casi, quasi i tre quarti della perdita deriverebbero da un’immediata riduzione del potere d’acquisto del reddito disponibile, il resto dall’erosione della ricchezza finanziaria detenuta in forma liquida; su questa riduzione dei consumi pesa, peraltro, anche l’aumento delle spese obbligate per il rincaro dei prezzi dell’energia che si è già trasferito sulle bollette di luce e gas.

Con l’aumento dei prezzi dell’energia, che si traduce a sua volta sulle bollette di luce e gas, si può ipotizzare la crescita della quota di spesa che le famiglie dovranno destinare a spese obbligate. E se crescono le spese obbligate, a parità di budget diminuiscono tutte le altre, quelle comprimibili e rimandabili. I consumi di Natale non fanno eccezione, gli italiani probabilmente saranno prudenti e questo preoccupa tutti i settori produttivi e commerciali.

L’inflazione ha registrato un’impennata preoccupante, più che raddoppiando da giugno a ottobre, passando dal +1,3% al +2,9% (+123%). Per questo il Governo deve urgentemente intervenire, soprattutto sui beni energetici, luce gas e benzina, senza i quali l’inflazione annua di ottobre scenderebbe dal 2,9 all’1,1%.

Bisogna eliminare subito le accise e le addizionali regionali del gas, mentre vanno ridotte di almeno 20 cent quelle dei carburanti, pari attualmente a 73 cent (72,84) al litro per la benzina e a 62 cent (61,74) per il gasolio, riportando così i prezzi a livelli ragionevoli, quelli di marzo 2021.

Bruno Albertinelli

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