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ECONOMIA | 08 ottobre 2021, 12:30

Caro panettone, rincara la farina e i dolci di Natale costeranno di più

In un anno il costo del frumento duro è aumentato del 9,9% e il prezzo di quello tenero del 17,7%. A ottobre si rischiano aumenti a doppia cifra per le farine

Caro panettone, rincara la farina e i dolci di Natale costeranno di più

Il panettone quest’anno costerà di più. C’è il serio rischio di un “caro panettone” che farà il paio con i previsti rincari del pane e della pasta. Come se non bastasse la stangata sulle bollette dell’energia, all’orizzonte si profilano rincari su tutti i prodotti panificati: pane, pasta e dolci. E anche se siamo ancora lontani (si fa per dire) dal periodo natalizio, il rischio è che quest’anno pandori e panettoni siano davvero amari per i consumatori.

La denuncia viene da CNA Agroalimentare che già qualche giorno fa ha ammonito: c’è «un calo della produzione di farina che sta portando a dei rincari su pane e pasta che a Natale potrebbero arrivare a oltre il 20% di incremento dei costi. I motivi sono ambientali e climatici, ma anche speculativi».
L’allarme è stato rilanciato da Cna Dolciari e Panificatori del Veneto: «Con il prossimo Natale il panettone potrebbe costare molto di più. Sono in atto vere e proprie speculazioni sul mercato internazionale, con preoccupanti ripercussioni sui bilanci delle famiglie e delle imprese già investite dagli aumenti delle bollette di luce e gas. Lo scenario preannuncia un preoccupante aumento su tutti i prodotti panificati, pane, pasta, dolci, causato dal difficile reperimento del grano italiano e internazionale, ma anche di olii e grassi vegetali. Aumenti che saranno già reali e concreti dalle prossime settimane».
C’è un calo nella produzione di frumento. Secondo la sigla, le indicazioni più aggiornate dicono che la produzione mondiale di frumento duro nel 2021 è in calo del 2,1%. E questo soprattutto per la crisi dei raccolti in Nord America, penalizzati dalla siccità.
In particolare, per il Canada si stima una contrazione dell’offerta del 27%, mentre per gli USA addirittura un -46% sul 2020, il livello più basso di sempre – dice CNA Veneto – I raccolti della UE dovrebbero aumentare dell’8,4% su base annua, attestandosi comunque a livelli più bassi rispetto a quelli medi dell’ultimo decennio. La riduzione dei raccolti mondiali determinerà una contrazione delle scorte globali, -15,6% rispetto al 2020. Col calo della coltivazione e l’incetta fatta da Pechino, il costo medio del frumento è salito del 35%. Senza provvedimenti si rischiano la crisi del settore dei pastifici, e i rincari al consumo fino a 1 euro al chilo, soprattutto per quella artigianale e di alta gamma».
In un anno il costo del frumento duro è aumentato del 9,9% e il prezzo di quello tenero del 17,7%. A ottobre si rischiano aumenti a doppia cifra per le farine. Tutto questo non può che ripercuotersi sui prezzi di pane e prodotti da forno. E col Natale all’orizzonte, il caro panettone sembra quasi certo.

Il mercato dei dolci di Natale vale circa 707 milioni di euro annui per quasi 100.000 tonnellate di panettoni e pandori prodotti. Se ci fosse un aumento dei listini del +20% come annunciato dalle associazioni di categoria, a parità di consumo si spenderebbero circa 140 milioni di euro in più per comprare pandori e panettoni.

Bruno Albertinelli

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