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CRONACA | 22 settembre 2021, 17:41

In Valle 31 immobili confiscati alla 'ndrangheta

In Valle 31 immobili confiscati alla 'ndrangheta

Sono 24 le procedure avviate in Valle d'Aosta "per la gestione di altrettanti immobili confiscati alle organizzazioni mafiose, la 'ndrangheta in particolare, mentre altri sette sono già stati destinati e sono anche in atto le procedure per la gestione di un'azienda. I dati sono pubblicati dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, contenuta nella relazione semestrale della Dia, la Direzione investigativa antimafia. Sono, si legge nella relazione, "immobili con relative pertinenze, terreni e imprese edili", che "rappresentano le prevalenti tipologie di beni sottratti alle mafie in Valle d'Aosta".

Gli elementi emersi in Geenna e "raccolti in alcuni di tali procedimenti, riletti alla luce della successiva evoluzione del patrimonio di conoscenze giudiziarie in ordine al radicamento della 'ndrangheta nel nord Italia, consentono di ravvisare elementi indicativi dell'esistenza ed operatività di una 'locale' di 'ndrangheta in Aosta già negli anni 2000-2001", aggiunge la relazione. "Peraltro le risultanze delle attività investigative svolte tra la fine degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000 consentono di ritenere che, all'epoca, in Valle d'Aosta, fosse presente e operativa una vera e propria 'locale', la cui costituzione risaliva, verosimilmente, alla fine degli anni '70".

La relazione aggiunge ancora che "a ulteriore riprova della presenza della 'ndrangheta in regione, la sentenza spiega che la locale di Aosta non si avvale della propria capacità intimidatrice (necessariamente) per commettere delitti, ma tende a insinuare la propria presenza all'interno della ristretta comunità valdostana e in particolare in quella fascia di popolazione di origine calabrese residente nel capoluogo regionale e nelle località vicine, allo scopo di acquisire vantaggi ingiusti per sé o per altri (in tutti i casi in cui committenti privati avrebbero dovuto scegliere artigiani graditi all'associazione)".

Il documento prosegue spiegando che la 'ndrangheta in Valle è attiva "per orientare le scelte elettorali della comunità di origine calabrese residente in Valle d'Aosta, in tal modo condizionando gli esiti delle competizioni elettorali a livello locale, sia comunale che regionale".

E' "inoltre nella fascia di popolazione di origine calabrese residente nel capoluogo regionale e nelle località vicine che l'associazione fa pesare la sua presenza e la sua storia. Chi si interpone od ostacola gli obiettivi o gli interessi dell'associazione viene 'invitato' a desistere e tale risultato non è conseguito con l'intimidazione diretta o ancor meno con la violenza, ma con la sapiente opera di 'persuasione', posta in essere dai singoli associati nei confronti di chi è ben consapevole che sta parlando con un esponente dalla 'ndrangheta valdostana e che è meglio non contraddirlo od ostacolarlo".

i.d. - Agenzia Dire

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