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CRONACA | 21 settembre 2021, 17:16

Ordine psicologi valdostani, 'capire le ragioni di chi non si vuole vaccinare'

Presidente Trento, 'al di là di chi non può, per patologia o altro, in quella grande categoria di chi non vuole c’è anche chi ha paura, o chi non si fida, o chi ha vissuti persecutori verso il farmaco'

Alessandro Trento

Alessandro Trento

Da alcuni giorni assistiamo sugli organi di stampa regionali e nazionali ad un nuovo conteggio. Se da un lato la pandemia ci ha abituati ad aggiornamenti costanti rispetto ai numeri dei positivi, dei ricoverati ecc., dall’altra assistiamo al conteggio dei sanitari attualmente sospesi.

Per tutto questo periodo l’Ordine degli Psicologi ha ritenuto importante non prendere posizione rispetto al vaccino e al green pass. Per quanto concerne la sospensione di alcuni iscritti non vaccinati, il Consiglio di un Ordine professionale non può che far rispettare e applicare le norme, anche secondo il principio di responsabilità professionale che deve contraddistinguere non solo l’operato dell’Ordine ma ciascun professionista, ancor più se si occupa di salute.

Premesso quanto sopra, in qualità di psicologi non possiamo non cogliere l’importanza della posizione individuale quale frutto di una storia personale nella quale ogni scelta assume un senso, talvolta anche più di uno, che non può essere non ascoltato.

Siamo profondamente consapevoli, in quanto professionisti della salute, che il vaccino sia un’azione fondamentale per la salute pubblica, e come tale vada sostenuto ed incentivato, anche quando incontra resistenze con la consapevolezza che una posizione individuale, laddove in- comprensibile ai nostri occhi, non per forza è frutto di malpensiero. Il nostro lavoro ci insegna proprio questo: anche di fronte al comportamento più bizzarro o difficilmente comprensibile, si può trovare una ragione, magari distante dalla nostra.

Se è vero che le storie individuali contano, è altrettanto vero che queste devono in qualche modo trovare un punto d’incontro con la storia collettiva. E’ questo il grande e difficile compito che dobbiamo affrontare. E questo, ce lo insegna la psicologia, non lo possiamo fare attraverso meccanismi scissori che rischiano di dipingere il mondo tra giusti e cattivi, tra bene e male. Ci preme infine sottolineare come, seppur in diversi Paesi nel mondo siano state usate strategie di convincimento talvolta anche molto creative e discutibili, non vi sia stata una riflessione sugli aspetti psicologici che sottendono alle scelte che ciascuno di noi ritiene importanti per la nostra salute.

Già, perché al di là di chi non può, per patologia o altro, in quella grande categoria di chi non vuole c’è anche chi ha paura, o chi non si fida, o chi ha vissuti persecutori verso il farmaco. E che forse trarrebbe giovamento da un accompagnamento nel capire i propri vissuti più nascosti rispetto al vaccino.

auguriamo dunque che questo conteggio, che non riteniamo possa aggiungere informazioni utili al processo di guarigione anche psicologico da una pandemia così complicata quanto osti- nata, possa dare spazio ad una riflessione più ampia sul benessere (intenso anche dal punto di vista psicologico) a quanti, senza magari nemmeno supporlo, ne trarrebbero vantaggio. Forse in fondo, ne trarremmo migliori prospettive tutti.

Alessandro Trento - Presidente Ordine psicologi VdA

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