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CRONACA | 14 settembre 2021, 08:05

Fabrizio Fournier 'non ha istigato alla violenza ma ha propagandato ideali nazisti'

Depositate le motivazioni della sentenza di condanna contro il 57 di St-Vincent che aveva esposto aquile stilizzate e triangoli rovesciati sui cancelli di casa; la difesa prepara ricorso in Appello

Uno dei cancelli confiscati a Fournier e distrutti

Uno dei cancelli confiscati a Fournier e distrutti

Multa di cinquemila euro, risarcimento alle parti lese ma neanche un giorno di carcere perchè l'imputato non ha mai istigato nessuno alla violenza e perchè "ha dimostrato di avere ad oggi preso coscienza del disvalore penale delle proprie azioni". Lo scrive il giudice monocratico di Aosta, Maurizio D'Abrusco, nelle motivazioni della sentenza nei confronti Fabrizio Fournier, 57enne croupier di Saint-Vincent, condannato a 5.000 mila euro di multa per l'accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.

Su due cancelli di accesso alla propria casa - affacciati su una strada pubblica - Fournier aveva fatto installare un'aquila nazista e dei triangoli usati sulle divise degli internati. Era poi stato accusato di aver pubblicato su facebook e whatsapp dei video e messaggi con contenuti negazionisti. 'Per il giudice ''E' evidente come integri condotte di propaganda l'esposizione ostentata sulla pubblica via e per un rilevante lasso temporale del simbolo nazista dell'aquila tipico del partito nazionalsocialista tedesco''.

Il valdostano dovrà anche risarcire le parti civili: 20 mila euro alla Comunità ebraica di Torino, 10 mila euro alla Regione Valle d'Aosta e 5 mila euro all'Anpi.
''Le condotte accertate - continua D'Abrusco - offendono in concreto il bene protetto dalla norma, che in primis è l'uguaglianza degli individui''. Il giudice sottolinea come ''nel caso dei messaggi whatsapp, la propaganda, sia pure indirizzata a una cerchia ristretta di amici, è stata realizzata in maniera espressa e dichiarata, da parte dell'imputato, attraverso inviti a condividere idee negazioniste e ad aderirvi''.
    Fournier durante il processo ha ammesso di essere lui l'autore dei messaggi, ma ha respinto l'accusa di aver ''propagandato con coscienza e volontà ideologie nazionalsocialiste o revisioniste'' e si è dichiarato ''apolitico''. Il giudice però, nella motivazioni che lo hanno portato a emettere la sentenza di condanna, sottolinea come l'imputato, in aula incalzato dagli avvocati delle parti civili abbia dato risposte ''stucchevoli'' e ''irridenti''. Gli avvocati difensori stanno preparando ricorso in Appello.

red. cro.

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