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AMBIENTE | 23 luglio 2021, 14:37

Dura presa di posizione del coordinatore dell'Associazione Ripartire dalle Cime Bianche

Marcello Dondeynaz Bianche, 'si vogliono alimentare interessi speculativi'

Ex Ermitage Crocetta. Nell'articolo l'ex Hotel Gran Baita

Ex Ermitage Crocetta. Nell'articolo l'ex Hotel Gran Baita

Nonostante la diffida inviata in data 5 dicembre 2020 dalle maggiori associazioni di tutela dell'ambiente montano a firma dell'Avv. Paola Brambilla di Milano e nella sezione Società trasparente non se ne abbia traccia, dalla seduta di ieri del Consiglio regionale abbiamo appreso cha la società Monterosa SpA ha proceduto ad affidare gli studi preliminari riguardanti il progetto di collegamento funiviario nel Vallone delle Cime Bianche.

Una scelta sorda alle richieste di rispetto della normativa di tutela e cieca di fronte alla bocciatura di progetti simili. Il D.M. 17-10-2007 "Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone speciali di conservazione (ZSC) e a Zone di protezione speciale (ZPS)."

Pubblicato nella Gazz. Uff. 6 novembre 2007, n. 2582, non lascia adito a dubbi. All'art. 5 lettera m) stabilisce in modo inequivocabile che sia vietatala: "realizzazione di nuovi impianti di risalita a fune e nuove piste da sci, ad eccezione di quelli previsti negli strumenti di pianificazione generali e di settore vigenti alla data di emanazione del presente atto...."

L'unica deroga è quella prevista al capoverso 4 dell'art. 1 del Decreto stesso, che recita "Per ragioni connesse alla salute dell'uomo e alla sicurezza pubblica o relative a conseguenze positive di primariaimportanza per l'ambiente, si può provvedere all'autorizzazione di interventi o progetti eventualmente in contrasto con i criteri indicati nel presente atto, in ogni caso previa valutazione di incidenza, adottando ogni misura compensativa atta a garantire la coerenza globale della rete Natura 2000."

Non è certo questo il caso del progetto funiviario. In più, in data 14 maggio 2021 il Ministero della transizione ecologica, con nota della Direzione generale per il patrimonio naturalistico3, ha sonoramente bocciato l'autorizzazione concessa dalla Regione Lazio per un intervento del tutto simile in area tutelata Natura 2000 sul Monte Terminillo.

Monterosa SpA (partecipata Finaosta al 94,57%) dovrà ora assumersi tutte le responsabilità per lo sperpero di fondi pubblici (403.000 euro) ai fini della realizzazione di un intervento impossibile.

Non solo, si continua così ad alimentare false aspettative fra alcune fasce delle popolazioni e degli operatori interessati e a perdere anni preziosi nell'inseguimento della manna che cade dal cielo anziché lavorare per migliorare gli impianti esistenti, per mettere a punto offerte turistiche innovative e per individuare strategie di sviluppo all'altezza dei tempi.

Ne beneficeranno le attese speculative legate alla rendita immobiliare, come avvenuto al Breuil/Cervinia con l'affaire Gran Baita e come si paventa ad Ayas con l'ex Ermitage di località Crocetta.

La Valle d'Ayas, in primo luogo, ne pagherà le conseguenze.

info Associazione Ripartire dalle Cime Bianche

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