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FEDE E RELIGIONI | 19 giugno 2021, 18:00

Domani domenica 20 giugno Notre_Dame de la Consolation

Iesu et Maria, in vobis confido!   «Padre, perché piangete quando ricevete Gesù nella santa comunione?». Risposta: «Se la Chiesa emette il grido: "Non sdegnasti il seno della Vergine", parlando dell'incarnazione del Verbo nel seno dell'Immacolata, cosa non si dirà di noi miserabili?! Ma Gesù ci ha detto: "Chi non mangia la mia carne e non beve il mio sangue non avrà la vita eterna"; e allora accostiamoci alla santa comunione con tanto amore e timore. Tutta la giornata sia preparazione e ringraziamento alla santa comunione». (San Pio di Pietralcina)

Domani domenica 20 giugno Notre_Dame de la Consolation

 

AGENDA DEL VESCOVO DI AOSTA MONS. FRANCO LOVIGNANA

Domenica 20 giugno

Chiesa parrocchiale di Bosses - ore 15.00
S. Cresime per le Parrocchie di Bosses, Etroubles e Saint-Oyen

Chiesa parrocchiale di Saint-Pierre - ore 18.00
S. Cresime

Lunedì 21 giugno
Aosta, Seminario Maggiore - ore 18.00
Gruppo di lavoro per la preparazione dell'Assemblea diocesana

Martedì 22 giugno
Vescovado - mattino
Udienze

Mercoledì 23 giugno
Vescovado - mattino
Udienze

Venerdì 25 giugno
Vescovado - ore 10.00
Incontro con il Visitatore dei Canonici Regolari Lateranensi

Challand-Saint-Victor, Cappella di San Massimo - ore 18.00
S. Messa

Sabato 26 giugno
Chiesa parrocchiale di Arnad - ore 10.30
S. Cresime

Cattedrale - ore 15.00
S. Cresime per la Parrocchia di Roisan

Lunedì 28 giugno
Vescovado - mattino
Udienze

Martedì 29 giugno
Perloz, Eremo - pomeriggio
Incontro con le Suore eremite diocesane
e S. Messa

Mercoledì 30 giugno
Vescovado - mattino
Udienze

 

Le Messager Valdotain ricorda domenica 20 giugno Notre-Dame de la Consolation

La Chiesa celebra  Beata Vergine Maria Consolatrice (La Consolata) Venerata a Torino

La devozione torinese verso la Consolata, Patrona dell’ Arcidiocesi, è certamente la più sentita oltre ad essere la più antica. Le origini sono remote, secondo la tradizione il protovescovo S. Massimo fu il costruttore di un’antica chiesa mariana proprio a ridosso delle mura cittadine, presso la torre angolare i cui resti sono ancora visibili. Simbolicamente allineato alle antiche mura, a prova della protezione, sorge oggi l’altare maggiore in cui è collocata la veneratissima effige. Originale è il titolo di “Consolata”, probabilmente un’antica storpiatura dialettale, “la Consolà”, del più consueto “Consolatrix afflictorum”. Per noi è bello pregare Maria meditando che Consolata da Dio è più che mai Consolatrice nostra.

Nella storia remota sull’origine del Santuario troviamo l’anziano Re Arduino di Ivrea che, ritiratosi nell’Abbazia di Fruttuaria, ebbe in sogno disposizione dalla Madonna, insieme a S. Benedetto e S. Maria Maddalena, di costruire tre chiese a lei dedicate: la Consolata, Belmonte nel Canavese e Crea nel Monferrato. Nel 1104 la Vergine apparve anche ad un cieco di Briancon, Giovanni Ravachio, a cui disse di recarsi a Torino dove, trovando un quadro che la rappresentava, avrebbe acquistato la vista. Il cieco ottenne ascolto solo dalla donna di servizio. Messosi in viaggio per un momento gli si aprirono gli occhi presso Pozzo Strada (oggi vi sorge la parrocchia dedicata alla Natività di Maria) e vide da lontano il campanile di S. Andrea (antico titolo del Santuario). Giunto finalmente alla meta, scavando, trovò l’immagine della Vergine e acquistò la sospirata vista. Probabilmente l’icona era stata nascosta durante l'imperversare dell’eresia del vescovo iconoclasta Claudio, affinché non fosse distrutta. Accorse il vescovo Mainardo, allora residente a Testona di Moncalieri, e la miracolosa immagine venne ricollocata con i dovuti onori. Quest’effige oggi non esiste più mentre vi è nella parte bassa del Santuario la cappella sotterranea detta “delle Grazie”. Il complesso abbaziale di S. Andrea era retto dai benedettini che vi avevano trovato rifugio dopo essere fuggiti dalla Novalesa a causa delle scorribande saracene. Della loro presenza ci restano il millenario imponente campanile in stile romanico-lombardo, opera del monaco-costruttore Bruningo, e le reliquie di S. Valerico Abate, collocate nell’altare a lui dedicato. Ai benedettini subentrarono poi i Cistercensi Riformati, detti Fogliensi.

Il quadro oggi venerato è invece dono del Cardinale Della Rovere (il costruttore del Duomo) ed è attribuito ad Antoniazzo Romano. Opera della fine del XV secolo si ispira alla Madonna del Popolo di Roma.

Il sole sorge alle ore 5,29 e tramonta alle ore 21,23

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