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CRONACA | 15 giugno 2021, 16:31

Giovane ricoverato con sospetta embolia polmonare dopo vaccinazione AstraZeneca

Donna 65enne con febbre incessante dopo vaccino attende per lunghe ore il ricovero, la rabbia del figlio, 'Pronto soccorso e ospedale in crisi organizzativa'; dop mesi di stop domani riapre reparto Neurologia

Giovane ricoverato con sospetta embolia polmonare dopo vaccinazione AstraZeneca

Un valdostano di 26 anni, senza patologie pregresse, è stato ricoverato lunedì 14 giugno all'ospedale 'Parini' di Aosta con sospetta embolia polmonare. Giovedì scorso era stato vaccinato con AstraZeneca, nelle ore seguenti la vaccinazione aveva manifestato difficoltà respiratorie e un malessere divenuto via via sempre più acuto. "Sono in corso valutazioni accurate, monitoraggio costante e ovviamente cure adeguate -  ha spiegato ad Aostacronaca il direttore sanitario della Usl VdA, dottor Guido Giardini (nella foto) - e anche se ad oggi non è possibile attribuire con certezza al vaccino l'insorgere del problema, ovviamente la circostanza è degna della massima verifica".

Al giovane sono somministrati anticoagulanti e il suo quadro clinico risulta, al momento, stabilizzato. Il caso è stato segnalato all'Agenzia italiana del farmaco-Aifa.

Resta però la preoccupazione per un caso che con tutta evidenza riporta alle problematiche della vaccinazione AstraZeneca agli under 60, da ieri definitivamente sospesa.

Sempre ieri verso le 16 un residente valdostano ha accompagnato la madre 65enne al Pronto soccorso del 'Parini' perchè colpita da febbre continua dopo essere stata vaccinata nove giorni fa. "Siamo arrivati al triage nel pomeriggio di lunedì -  spiega l'uomo -  mia madre è stata visitata dopo due ore e mezza di attesa e il medico mi ha rassicurato che sarebbe stata ricoverata in reparto. Invece alle 11 di oggi martedì 15 giugno l'ho trovata ancora in barella in una stanza del Pronto soccorso insieme ad altri cinque pazienti. Mi chiedo come sia possibile, anche perchè se è vero che i pazienti Covid sono ormai pochissimi, per quale motivo non si possono ricoverare pazienti nei reparti? Sono ancora chiusi? E se sì, perchè?".

Qualcosa di buono c'è

Una buona notizia: da domani mercoledì 16 giugno riprenderà l'attività del reparto di Neurologia e Stroke unit dell'ospedale Parini, finora utilizzato come reparto Covid. L'Usl spiega che "sono state avviate le operazioni di riconversione del reparto Covid 1 e sono in fase di ripristino i posti letto per i degenti e la riattivazione delle apparecchiature elettromedicali e di telemetria". Domani il reparto sarà "sanificato con perossido di ossigeno" e nel pomeriggio "sono attesi i primi pazienti con patologia neurologica", nove pazienti oggi ricoverati in altri reparti.

"Con la chiusura del reparto Covid 1 e l'immediata riconversione riprende l'attività della struttura di Neurologia e Stroke unit e il 'percorso ictus' ritrova il suo alveo naturale- spiega il direttore sanitario Giardini - vi hanno lavorato in prima linea 15 operatori sociosanitari e 30 infermieri appartenenti alla struttura di Neurologia e agli altri reparti di specialità medica. A tutti loro va il nostro più sentito ringraziamento".

La riconsegna del reparto Covid 1, "sottratto alla normale attività per ben 241 giorni, è un segnale di ripresa e di ripartenza per il nostro Servizio sanitario regionale - aggiunge l'assessore regionale alla Sanità, Roberto Barmasse - messo a dura prova dal 13 ottobre, giorno del primo ricovero Covid della seconda ondata. Determinante è stato l'impegno di tutti gli operatori sanitari, ai quali va il mio personale ringraziamento per la competenza e la professionalità messe in campo in un momento così difficile e faticoso".

patrizio gabetti

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