/ AGRICOLTURA

AGRICOLTURA | 13 maggio 2021, 17:00

La Valle prova a rilanciare fattorie e agricoltura sociali

La Valle prova a rilanciare fattorie e agricoltura sociali

Non ha mai trovato vero sviluppo ma ora sarà promossa e rilanciate nella nostra regione la realtà delle fattorie cosiddette 'didattiche'. Il Consiglio Valle ha infatti approvato oggi all'unanimità una proposta di legge in materia di fattorie sociali e agricoltura sociale.

Il testo, depositato originariamente dai gruppi Lega VdA e Pour l'Autonomie, è stato modificato a seguito di un ampio confronto tra gruppi consiliari e portatori di interesse all'interno della terza e della quinta Commissione. I diciannove articoli che compongono il provvedimento definiscono e regolamentano le diverse tipologie di attività - agricoltura sociale, fattorie sociali e fattorie didattiche - oltre che i soggetti deputati al loro esercizio, le misure di sostegno, l'istituzione dell'albo sociale e dell'Osservatorio regionale sull'agricoltura sociale, la creazione del logo, gli obblighi e i controlli sull'attività. Il testo è stato illustrato in Aula dal Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, e dal Capogruppo di VdA Unie, Corrado Jordan.

Il consigliere Manfrin ha espresso soddisfazione: "La proposta si pone l'obiettivo di riconoscere e promuovere l'agricoltura sociale nella nostra regione, quale mezzo di inclusione di soggetti svantaggiati, oltreché di abilitazione e riabilitazione di persone con disabilità. L’agricoltura sociale altro non è che la nuova e più avanzata espressione del ruolo multifunzionale dell’agricoltura: l’attività agricola diviene così in grado di generare benefici per fasce vulnerabili o svantaggiate della popolazione, dando luogo a servizi innovativi che possono anche costituire una forma efficace di risposta alla crisi dei tradizionali sistemi di assistenza sociale".

Il consigliere Corrado Jordan ha sottolineato che "la diversificazione delle attività agricole ha permesso di ampliare i settori di intervento permettendo così di cogliere nuove e interessanti opportunità che il mercato e in generale il territorio hanno apprezzato. L'agricoltura si configura con sempre maggiore evidenza come attività che affianca, alla tradizionale funzione di produzione di beni alimentari, la capacità di generare servizi in grado di dare luogo a valori di utilità pubblica, creando benefici per e da fasce vulnerabili o svantaggiate: terapia e riabilitazione delle persone con disabilità, inserimento lavorativo e inclusione sociale di soggetti svantaggiati, offerta di servizi educativi, culturali, di supporto alle famiglie e alle istituzioni didattiche. Riteniamo che con questa norma si possa favorire lo sviluppo di progetti in grado di far parte della programmazione socio-sanitaria regionale territoriale".

Il consigliere Augusto Rollandin (PlA) ha sottolineato come il provvedimento "fa ordine nei rapporti tra aziende e soggetti che possono far parte di questa collaborazione. È importante avere contezza dell'evoluzione di un sistema che la regione conosceva già, ma ora viene regolamentato, anche per sensibilizzare le aziende che possono aderire ai progetti. Si pongono così le premesse per iniziare un buon lavoro, per garantire buoni risultati e per venire incontro in maniera efficace alle persone con disagio, unendo l'aspetto sociale a quello agricolo".

Il consigliere Andrea Padovani (PCP) ha parlato di "testo completo e concreto: il confronto con gli operatori del settore è sempre arricchente perché permette di dare le giuste risposte alle attese. L'agricoltura sociale permette di coniugare l'inserimento sociale delle persone in difficoltà con la pratica agricola e la conoscenza della natura. Le fattorie sociali possono anche migliorare la reputazione e l'attrazione di un sistema economico. Si tratta di un nuovo modello di sostenibilità per un'economia più giusta".

Il Vicecapogruppo di PCP, Paolo Cretier, ha evidenziato: "La legge ha obiettivi strategici, utili anche al contesto montano. La multifunzionalità dell'agricoltura locale è un aspetto essenziale da non perdere di vista. In montagna i costi sono maggiori rispetto alla pianura: non è possibile fare economia di scala, è necessaria un'integrazione al reddito per il mantenimento e il presidio del territorio, cui va unito l'aspetto terapeutico del contatto con la natura e gli animali. Da anni è riconosciuto il valore dell'ortoterapia e di attività simili, in particolare per i soggetti fragili, di tutte le fasce d'età. Il provvedimento propone misure organiche e integrate alla programmazione agricola, socio-sanitaria e sociale".

L'assessore all'Agricoltura, Davide Sapinet, nel ringraziare i componenti delle Commissioni per il lavoro svolto, ha parlato di "traguardo importante sia per l'agricoltura sia per i servizi sociali: potremo raggiungere le aree più svantaggiate del nostro territorio, contrastare lo spopolamento dei nostri villaggi, ampliare le opportunità di diversificazione delle attività agricole, creare nuove occasioni di lavoro, in particolare per le donne, favorire l'inclusione sociale dei soggetti più svantaggiati. Le aziende agricole e sociali sono diverse per bagaglio di esperienze: coniugare il loro lavoro non sarà facile, ma sarà sicuramente entusiasmante".

E in una nota La Lega VdA rileva che "oltre alla indubbia opportunità inclusiva e di promozione sociale il riconoscimento e l'inquadramento delle materie oggetto della proposta di legge rappresentano un'importante occasione di inserimento socio-lavorativo ed un valido mezzo per ampliare e consolidare la gamma delle opportunità di occupazione e di reddito".

Infine "il plusvalore delle disposizioni contenute nella legge può essere speso anche in iniziative educative, assistenziali e formative nonché azioni volte a promuovere forme di benessere personale e relazionale, destinate a minori, quali agri-asili, agri-nidi, centri per l’infanzia con attività ludiche e di aggregazione".

 

i.d.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore