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ECONOMIA | 22 febbraio 2021, 11:30

Ristori subito, giugno è un mese troppo lontano

Ristori subito, giugno è un mese troppo lontano

L’economia valdostana è alla canna del gas, non bastano più le parole, necessitano azioni concrete. Poco utili gli sfoghi contro la politica regionale, siamo arrivati ad un punto di quasi non ritorno e azioni concrete vengono prese in stanze lontane dalla Valle d’Aosta, in quelle stanze dove senatore e deputata eletti in Valle ben poco possono fare.

L’unica soluzione a questo punto sono dei ristori che dovrebbero arrivare immediatamente, ma alla luce dei tempi di approvazione del Bilancio regionale e del Defr questa sembra essere una speranza che non possiamo neanche dire disillusa: vi è la certezza che non arriveranno prima di giugno: un tempo di attesa che oggi pare enorme.

Reminiscenze scolastiche vanno a quel “Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l’etterno dolore, per me si va tra la perduta gente” “Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”: parole che rispecchiano il nostro stato anche se Dante le ha scritte quando correva l’anno 1321 e le legge con Virgilio davanti alle porte dell’Inferno.

Il nostro inferno è qua, adesso. La parola 'RISTORI' sarebbe l’ossigeno per l’economia di una regione che non può neanche più sperare, nei corridoi di Palazzo si parla di luglio o agosto ma come si arriverà alla prossima estate?

Si spera in Draghi, ma anche un brillante economista, costretto a fare i conti con la politica, deve trovare il giusto compromesso e per trovare quell’equilibrio che gli permetterà di onorare l’incarico che il Presidente della Repubblica ha messo nelle sue mani avrà bisogno di tempo, quel tempo però che non ha.

I propositi fatti nel suo discorso al Parlamento guardano lontano, ma i problemi vanno risolti subito, il Paese si avvicina ad un male terminale, non è con una aspirina che possiamo curare questo male o comunque con palliativi che ci permetteranno qualche respiro in più.

Abbiamo lasciato un Governo litigioso e lento nelle sue decisioni e quello che stiamo vedendo è una continuità a quel Governo che mai avremmo voluto.

Per la Valle d’Aosta, una regione che vive di turismo stagionale, l’unica soluzione immediata sono dei ristori immediati, non importa come ma immediati. Nei giorni scorsi la speranza di una zona bianca aveva fatto intravedere un raggio di sole ma sarebbe poco senza l’apertura dei confini regionali. Non vi sono più soluzioni se non quella dei ristori subito e la politica tutta deve rimboccarsi le maniche.

m.r.

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