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ECONOMIA | 14 gennaio 2021, 08:00

Nel biennio 2019-2020 banditi 158 appalti edilizia con 93,5 imprese valdostane invitate

Attenzione al mercato di prossimità, nel pieno rispetto delle procedure di gara previste dalla normativa

L'assessore Carlo Marzi mentre risponde in aula

L'assessore Carlo Marzi mentre risponde in aula

Nel biennio 2019-2020 sono stati banditi 158 appalti nel settore edilizia con 93,5 imprese valdostane invitate. Attenzione al mercato di prossimità, nel pieno rispetto delle procedure di gara previste dalla normativa. Attenzione e competitività è la ricetta che consente alle imprese valdostane del settore edile di essere concorrenziali. E’ un mix creato dalla Regione, che presta attenzione alle realtà produttive e dalle imprese che a costo di grandi sacrifici riescono a rimanere sul mercato.

Il tutto emerge dai dati forniti dall’assessore regionale ai Lavori pubblici, Carlo Marzi, che in aula consiliare, nel rispondere ad una interrogazione dei consiglieri Baccega, Carrel e Rollandin, ha ricordato che nel biennio 2019-2020, le procedure di gara svolte nell’ambito del settore dell’edilizia sono state 158 e hanno visto il coinvolgimento di imprese valdostane, mediante invito a partecipare, per una quota pari al 93,50%.

Di queste 158 procedure di gara, 28 sono ancora in fase di aggiudicazione. La percentuale media di aggiudicazioni alle imprese valdostane sulle 130 procedure per le quali l’aggiudicazione è stata definita, o prevista, è pari al 97,69%.

“Questo dato assolutamente positivo – ha rimarcato Marzi - è frutto del lavoro sinergico, svolto nel corso degli anni, nell’interpretare in piena legittimità delle norme e poi nell’applicarle”. Ha quindi aggiunto: “L’Amministrazione regionale è impegnata nell’attenuare gli effetti della profonda crisi che ha colpito il mondo dell’edilizia, determinando gravi ripercussioni in termini socio-economici sia sotto il profilo dell’occupazione che della sopravvivenza del tessuto imprenditoriale locale. Pertanto, la scelta di costituire, in applicazione delle norme vigenti in materia, un Elenco aperto delle imprese dal quale attingere per l’affidamento mediante procedura negoziata di lavori pubblici di importo compreso tra 40.000 e 1.000.000 di euro”.

Una scelta coraggiosa e innovativa, per la Valle d’Aosta, che ha consentito di semplificare le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori avuto riguardo al loro importo e/o alla loro tipologia nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, invitando un congruo numero di operatori economici e puntando a selezionare quelli più affidabili. Ma soprattutto ha permesso di “valorizzare la valenza sociale degli appalti quale strumento di promozione dello sviluppo del territorio sia mediante la suddivisione in lotti, sia favorendo l'accesso al mercato da parte delle micro, piccole e medie imprese, specie se con solidi legami con le aree nelle quali operano”.

Altro punto di forza della ‘rivoluzione’ concordata con le associazioni di categoria ed i sindacati, è la possibilità data nel scegliere procedure per l’individuazione degli offerenti e per la valutazione della migliore offerta in grado di assicurare la proporzionalità tra i costi per lo svolgimento del procedimento, la tempestività dell’azione amministrativa e la rilevanza dell’oggetto posto in gara.

“L’adozione di particolari criteri di selezione nell’utilizzo dell’Elenco di operatori economici – cocnlude Marzi - ha quindi pienamente garantito, come confermato dai dati esposti, una particolare tutela e salvaguardia di un mercato di prossimità, rappresentato dal tessuto dell’imprenditoria locale”.

Con l’interrogazione Mauro Baccega Augusto Rollandin Marco Carrel (Pour l’Autonomie) volevano sapere: quante sono le procedure di gara per le quali nel corso del 2019 e del 2020 è stato utilizzato l'elenco delle imprese, numero complessivo e per sezione; quante imprese o ditte sono state invitate, quante imprese valdostane rientrano tra quelle invitate e tra le aggiudicatarie quante sono le imprese con sede in Valle d'Aosta e quante hanno sede fuori dalla nostra regione e per quali importi totali rispettivamente; se si ritiene positiva la strategia di affidamento finora adottata.

pi.mi.

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