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ECONOMIA | 11 gennaio 2021, 17:00

L'11 per cento dei cittadini non ha i soldi per il riscaldamento

In Europa il 6,9% della popolazione dichiara di non potersi permettere di riscaldare casa in modo adeguato. In Italia questa percentuale sale all’11,1%

L'11 per cento dei cittadini non ha i soldi per il riscaldamento

Le difficoltà economiche passano anche dal riscaldamento dell’abitazione e dalle difficoltà di chi non ha le risorse sufficienti per mantenere casa calda  in inverno. È un segnale di povertà energetica. In Europa, secondo recenti dati Eurostat, il 6,9% della popolazione non può permettersi di riscaldare a sufficienza la propria casa. L’Italia è messa male, oltre l’11% della popolazione dichiara di non poter riscaldare casa a sufficienza, ben oltre la media europea.  

I dati  di Eurostat e riguardano la situazione pre-Covid.

«Nel 2019 – dice Eurostat – il 6,9% della popolazione dell’Unione europea ha dichiarato in un sondaggio a livello UE di non potersi permettere di riscaldare sufficientemente la propria casa».

È una percentuale che ha raggiunto il suo picco nel 2012, quando è arrivata al 10,8% dei cittadini europei, poi è scesa negli anni successivi. Come tanti altri focus a livello europeo, ci sono però forti differenze da un paese all’altro. Le persone che denunciano di poter riscaldare casa in modo adeguato sono oltre il 30% in Bulgaria, meno del 2% in Finlandia, Austria e Svezia.

I dati, insomma, rivelano grandi gap da un paese europeo all’altro. La quota più alta di persone che non si possono permettere di riscaldare casa in modo adeguato c’è in Bulgaria (30,1%), seguita da Lituania (26,7%), Cipro (21,0%), Portogallo (18,9%), Grecia (17,9%). Subito dopo viene l’Italia, dove la difficoltà di riscaldare l’abitazione viene denunciata dall’11,1% dei cittadini.

La Spagna si ferma al 7,5%, la Francia al 6,2%, la Germania al 2,5%. La percentuale più bassa di cittadini che dicono di avere problemi nel riscaldare casa, intorno al 2%, ci sono in Finlandia, Austria, Svezia, Slovenia, Lussemburgo, Estonia e Germania.  

Bruno Albertinelli

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