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AMBIENTE | 28 novembre 2020, 10:32

Legambiente VdA, 'inutili e forse dannosi i lavori in alveo del Grand’Eyvia a Cogne'

Una ruspa nel letto del Grand Eyvia

Una ruspa nel letto del Grand Eyvia

Chiarimenti circa i lavori di sistemazione idraulica in corso sul torrente Grand’Eyvia, nel tratto fra Epinel e il capoluogo di Cogne. Li chiede, "raccogliendo le segnalazioni e proteste che ci sono giunte nei giorni scorsi da parte di abitanti e frequentatori (ora purtroppo pochi) della località di Cogne" il presidente di Legambiente VdA, Denis Buttol, con una lettera aperta inviata agli assessori regionale all'Ambiente Chiara Minelli e ai Lavori pubblici, Carlo Marzi.

"Le ruspe all’interno del letto del torrente stanno spianando il fondo, rimuovendo i sassi e spaccando pare anche con la dinamite i massi - afferma Buttol - risulta anche che in questo modo siano morte le trotelle che il Consorzio Pesca aveva 'seminato' nelle settimane scorse".

A Legambiente VdA sfugge "l’utilità dell’intervento in atto, se consideriamo che le norme di tutela dei corsi d’acqua escludono la possibilità di estrarre materiali dai fiumi e torrenti e raccomandano il mantenimento delle caratteristiche di naturalità degli stessi",

Allo stesso modo, insiste Buttol, "gli esperti del settore da tempo escludono la possibilità che l’artificializzazionedei corsi d’acqua favorisca la sicurezza idraulica dalle esondazioni". Al contrario, "il fatto di facilitare lo scorrimento delle acque nelle zone più pianeggianti può accrescere il rischio di alluvioni a valle, in caso di piogge eccezionali. E’ proprio nei tratti più pianeggianti che il torrente dovrebbe perderela sua forza e divagare fra i sassi che naturalmente ricoprono il fondo dell’alveo".

Il presidente di Legambiente Valle d'Aosta afferma che gli esperti consigliano che proprio in queste zone vengano create delle 'casse di esondazione' per rallentare la potenza del flusso delle acque.

"Suggeriamo anche di non sottovalutare il degrado paesaggistico che deriva dalla perdita di naturalità del torrente in un tratto di grande visibilità - conclude Buttol - all’entrata dell’abitato di Cogne, torrente che già nell’attraversamento del paese è cementificato al massimo e che solo in questo punto ritorna allo stato naturale".

p.g.

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