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ECONOMIA | 01 ottobre 2020, 15:47

Trovato accordo per i lavoratori valdostani dell'azienda di vigilanza Vedetta 2 Mondialpol

Raffaele Statti

Raffaele Statti

Dopo un serrato confronto durato mesi e numerose trattative la UILTuCS  del Piemonte e della Valle d’Aosta  ha raggiunto l’accordo di garanzia occupazionale con l’azienda di Vigilanza 'Vedetta 2 Mondialpol'.

La società 'Allsystem spa' lo scorso giugno ha ceduto il ramo d’azienda alla 'Vedetta 2 Mondialpol', costituito dalle attività di trasporto, custodia e conta valori esercitati in Piemonte e Valle d’Aosta. Acquisito il ramo d’azienda, costituito da undici lavoratori, la Vedetta 2 decideva il trasferimento delle maestranze a Torino e la chiusura dell’area di Aosta.

La UILTuCS, nel condannare l’atteggiamento unilaterale  dell’azienda,  ritenendo  tale operazione “licenziamenti camuffati”, "ha intrapreso l’iniziativa tramite i rappresentanti sindacali dell’Istituto di Vigilanza - si legge in una nota del presidente del sindacato, Raffaele Statti - nell’incontro tra le parti, avvenuto a Torino lo scorso 29 Luglio e negli incontri successivi, fermo restando la sospensione dei trasferimenti a Torino, si è concordato  sul piano economico l’impegno da parte di Vedetta 2, la sospensione dei trasferimenti, l’anticipo previsto  della Cassa integrazione per 22 settimane con la causale del Covid 19  e l’intera copertura degli stipendi dei dipendenti".

Alla fine di settembre è stato perfezionato l’accordo "che garantisce ai lavoratori di Aosta l’integrazione sino a concorrenza della retribuzione - prosegue il comunicato sindacale - l’anticipo della Cig, la maturazione dei ratei di tredicesima e quattordicesima mensilità, nonché il Tfr".

Le parti si reincontreranno entro 10 giorni dalla scadenza delle settimane di Cassa integrazione e l'evoluzione delle singole situazioni individuali si tradurrà nell’acquisizione dei requisiti della pensione e  l’utilizzo della Naspi.

"Considerato, però, che a gennaio 2021 terminerà l’efficacia degli accordi -  conclude la UilTUcs - i lavoratori rimasti dovranno accettare il trasferimento a Torino con i conseguenti disagi. Pertanto, occorre attivarsi per  ricercare  un’alternativa. Dal  Dipartimento regionale delle Politiche  del lavoro vi è stata la massima disponibilità per un incontro volto  ad approfondire l’argomento e ricercare soluzioni". 

red. eco.

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