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CRONACA | 13 agosto 2020, 13:37

Maxi rissa al carcere di Brissogne, detenuti feriti ma gli agenti sedano le violenze

Indignazione e rabbia del sindacato Sappe: 'Così non si può andare avanti; gli agenti della Polpen non sono carne da macello'

Maxi rissa al carcere di Brissogne, detenuti feriti ma gli agenti sedano le violenze

E' finita con alcuni detenuti in Pronto soccorso ma poteva andare molto peggio, la giornata di follia e violenza vissuta mercoledì nel carcere di Brissogne, dove solamente il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari ha tamponato le conseguenze di un'improvvisa rissa. Lo denuncia in una nota la segreteria regionale Piemonte-Valle d’Aosta del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe, per voce del dirigente sindacale di Aosta, Massimo Chiepolo.

“Nella mattinata di mercoledì 12 agosto - spiega Chiepolo - all'interno di un reparto della Casa circondariale di Aosta è scoppiata una rissa tra due fazioni di detenuti, una composta da maghrebini e l'altra dal resto delle etnie, per motivazioni ancora da accertare. Solamente l'intervento del personale di Polizia penitenziaria è riuscito a riportare la calma. Diversi detenuti sono rimasti feriti e, fortunatamente, nessun agente ha riportato danni malgrado l'intervento sia avvenuto in un clima di guerriglia con immobili e suppellettili distrutti ed usati come armi". 

Secondo il Sappe, "tutto ciò si è potuto verificare grazie al regime 'aperto' (celle aperte durante il giorno con possibilità per i carcerati di muoversi più liberamente negli spazi del carcere ndr) e solamente la prontezza e professionalità del personale intervenuto ha evitato un epilogo ben più drammatico”.

L'accaduto ha comunque riportato alla ribalta le difficoltà della struttura detentiva e, sostiene Chiepolo "delle gravi condizioni operative nelle quali lavora ogni giorno il personale di polizia enitenziaria. Dove sono ora quelli che rivendicano ad ogni piè sospinto più diritti e più attenzione per i criminali ma si scordano sistematicamente dei servitori dello Stato, come gli agenti della Polpen e gli appartenenti alle Forze dell’ordine, che ogni giorno rischiano la vita per la salvaguardia delle Istituzioni?”.

 

 

Una protesta del Sappe all'ingresso del carcere di Brissogne

 

Impietoso il giudizio di Vicente Santilli, segretario regionale Sappe Piemonte Valle d’Aosta: “Così non si può andare più avanti: è uno stillicidio continuo e quotidiano. E purtroppo non vediamo azioni decise da parte del ministero della Giustizia e del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria tese a tutelare i poliziotti, come ad esempio la fondamentale necessità di istituire le camere di sicurezza presso gli ospedali ed ogni altra iniziativa finalizzata a contrastare le aggressioni, le colluttazioni e i ferimenti che si verificano costantemente, con poliziotte e poliziotti contusi, feriti e addirittura colpiti dal lancio di feci e urine dei detenuti, con celle devastate ed incendiate. Basta!”.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, ricorda che nelle ultime settimane il sindacato è sceso in piazza proprio per “denunciare le gravi violenze contro i poliziotti delle carceri italiane, sempre più spesso aggrediti, minacciati, feriti, contusi e colpiti con calci e pugni da detenuti e la mancata assunzione di provvedimenti in materia di ordine e sicurezza delle carceri da parte del ministro della Giustizia Bonafede a tutela degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria, sintomo evidentemente di una mancanza di progettualità dell’esecuzione della pena e, in questo, contesto del ruolo dei Baschi Azzurri.”

red. cro.

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