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AMBIENTE | 31 luglio 2020, 21:32

Concluso lo svuotamento totale del lago glaciale di Grand Croux a Cogne

Nell'ambito delle attività previste dal Piano di monitoraggio dei rischi glaciali sul territorio valdostano, tra il 29 e il 30 luglio, si è verificato lo svuotamento del lago

Foto tratta dal sito web Arpa VdA

Foto tratta dal sito web Arpa VdA

l lago, monitorato in seguito all’evento di rotta glaciale del 14 agosto 2016, è stato oggetto di un intervento specifico nel 2018, legato all'espansione ulteriore del bacino. Dopo gli interventi di svuotamento controllato effettuati nell'estate del 2018 con l'ausilio di numerose idrovore, grazie al prezioso supporto del Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco, si è dato seguito alla realizzazione, dopo un’attenta analisi delle differenti soluzioni tecniche anche nel rispetto dell'inquadramento territoriale del sito nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, di un canale di drenaggio che ha limitato il volume d'acqua, riducendo quindi la portata delle piene a valle conseguenti allo svuotamento improvviso del lago.

Dal sopralluogo dei tecnici di Fondazione Montagna sicura del 30 luglio si è potuto constatare lo stato di svuotamento totale del lago, nonché limitati segni della piena sul torrente a valle. Senza l'intervento realizzato, la piena sull'asta torrentizia avrebbe potuto causare disagi come nel 2016 o ben più gravi in considerazione del potenziale volume d'acqua invasabile, ben superiore rispetto ad allora a causa dell'arretramento del ghiacciaio.

I laghi glaciali, anche alla luce dell'attuale cambiamento climatico, sono fattori di rischio da tenere presenti.

Durante la stagione estiva la "sorveglianza" di tali situazioni è d'obbligo e, accanto ai metodi tradizionali, si applicano tecnologie innovative, quali utilizzo di droni per cartografare dettagliatamente l'evoluzione delle potenziali situazioni di rischio o tecniche satellitari che permettono un monitoraggio continuo ed esteso a tutta la superficie regionale. Queste nuove tecnologie di monitoraggio sono oggetto di grande interesse da parte dell'Amministrazione regionale e di Fondazione Montagna sicura, che sta anche sviluppando in tal senso collaborazioni scientifiche specifiche a livello internazionale.

red.cro.

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