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CRONACA | 09 luglio 2020, 09:50

La Corte Appello revoca il decreto del Piano di concordato per il Casino

Possibile ricorso in Cassazione; tra gli scenari possibili e ipotizzati dai legali dei creditori della Casino spa, la dichiarazione di fallimento della Casa da gioco

La Corte Appello revoca il decreto del Piano di concordato per il Casino

Un terremoto economico-politico per la Valle d'Aosta arriva dal Palazzo di Giustizia di Torino. Accogliendo il ricorso dei creditori 'Valcolor' di Sarre ed 'Elle Claims' di Manfredi D'Ovidio Lefebvre di Roma, la Corte di Appello di Torino nell'udienza di questa mattina ha revocato il decreto di ammissione del Piano di concordato per il salvataggio del Casino de la Vallée di Saint-Vincent. La Casino de la Vallée spa è stata anche condannata a rimborsare a Elle Claims e a Valcolor le spese per un totale di oltre diecimila euro.

I creditori erano assistiti dai legali Chiara Marchetti e Filippo Pastorini di Aosta e Giuseppe Rappazzo di Roma. "La sentenza è appellabile - fanno sapere i legali della Casino spa - stiamo acquisendo gli atti per muoverci immediatamente". Le dieci pagine della sentenza sono state trasmesse al Tribunale di Aosta. Secondo i giudici di Appello (collegio presieduto da Renata Silva) "Il decreto di omologa è invalido in quanto fondato su un precedente provvedimento di concessione dei termini per la presentazione del concordato pieno. Riteniamo pertanto che il decreto di omologa vada revocato".

L’ultima udienza nell'ambito del concordato per salvare la Casa da gioco dal fallimento si era svolta ad Aosta lo scorso ottobre.

I giudici Eugenio Gramola, Marco Tornatore e Anna Bonfilio avevano riunito in aula le parti, ovvero il commissario giudiziale, Ivano Pagliero, gli avvocati dei creditori contrari al piano e l'au del Casino, Filippo Rolando, riservandosi però la decisione sull’omologa del concordato presentato a marzo in tribunale dallo stesso Rolando.

Pagliero aveva dato il proprio assenso al piano quinquennale di 'rinascita' della Casa da gioco, non così i legali dei creditori, che sono le ditte fornitrici Valcolor e Sitec Engineering e la società Elle Claims del gruppo Manfredi D’Ovidio Lefvebre, che sostiene di vantare da diversi anni ingenti crediti dalla società Casino spa.

Dal canto loro, i fornitori contestano la valutazione degli immobili fatta dall'azienda ritenendola troppo bassa (da 100 milioni valutati nel 2010 ai 23 quest'anno), affermando che la stima del valore reale consentirebbe di pagare il 100% dei crediti.

p.g.

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