/ Chez Nous

In Breve

sabato 11 luglio
Cappotti rivoltati
(h. 12:00)
martedì 07 luglio
sabato 04 luglio
Bolsonari
(h. 12:50)
mercoledì 01 luglio
sabato 27 giugno
Tundra valdostana
(h. 12:00)
sabato 20 giugno
venerdì 19 giugno
sabato 13 giugno
Horror vacui
(h. 12:00)
giovedì 11 giugno
sabato 16 maggio
Caro Alberto
(h. 12:00)

Chez Nous | 19 giugno 2020, 08:00

Perché la salute dei valdostani continua ad essere commissariata?

Pare di capire che sia il Commissario a scegliere di restare e non la Regione a confermarlo. Oltre due anni di commissariamento dell’Usl è un’enormità ingiustificabile

Perché la salute dei valdostani continua ad essere commissariata?

Il titolo è in estrema sintesi la domanda giunta in redazione e che noi ben volentieri giriamo all’assessore regionale alla sanità, Mauro Baccega, e la Presidente ad interim della Regione, Renzo Testolin. Da loro ci aspettiamo una risposta politica e non tecnica. Da entrambi ci aspettiamo che la risposta non sia burocratica.

E’ chiaro che una gestione commissariale ha dei limiti che si ripercuotono negativamente sui Valdostani. Per contro la gestione commissariale è un efficiente parafulmine per l’incapacità politica di decidere e assumere responsabilità come sta dimostrando la giunta dimezzata che da mesi tiene sotto scacco la Petite Patrie.

Abbiamo visto la lentezza con la quale sono state e si stanno affrontando le emergenze coronavirus. Pare quasi che la politica della giunta dimezzata sia quella di aspettare che il problema diventi un’abitudine e quindi il problema è risolto. D’altra la Regola di Einstein per risolvere i problemi insegna che “Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo". E le teste pensanti sono quelle che hanno deliberato il commissariamento.

Era il 19 luglio 2019 quando l’Ansa scrisse: “E' attesa nei prossimi giorni la nomina dell'attuale direttore generale dell'azienda Usl della Valle d'Aosta, Angelo Michele Pescarmona, al vertice dell'Asl di Alessandria, sempre in qualità di commissario. Il trasferimento - secondo quanto si è appreso - potrebbe scattare dal mese di agosto.

In base alla normativa, l'incarico di facente funzioni ad Aosta spetta al più anziano tra il direttore amministrativo e il direttore sanitario (quindi a quest'ultimo, Pier Eugenio Nebiolo). Poi la giunta regionale avrà 60 giorni di tempo per scegliere il nuovo direttore generale.

Pescarmona era stato nominato commissario dell'azienda sanitaria valdostana nel febbraio 2018, dopo che il Tar aveva annullato la nomina di Igor Rubbo (sentenza poi rovesciata dal Consiglio di Stato nel gennaio scorso).

In seguito il lancio Ansa il Commissario diffuse una nota con la quale annunciava: "Non nascondo che siamo arrivati ad un passo dalla formalizzazione dell'incarico. Io ho però posto la pregiudiziale di un adeguato periodo di preavviso che potesse dar modo alla giunta Regionale della Valle d'Aosta di dare all'Ausl una 'governance' stabile".

“Questo mio irrigidimento" ha fatto "tramontare l'ipotesi di nomina che avrebbe dovuto concretizzarsi il 26 luglio con decorrenza dell'incarico dal primo agosto 2019". "Per me era doveroso fare in modo che non vi fossero scossoni nella gestione di una azienda alla quale sono affezionato e nella quale ho lavorato con tutto me stesso ed ho apprezzato l'impegno e l'alta professionalità di tanti dirigenti e dipendenti". Pertanto "sciolgo ogni diversa ipotesi e, nell'auspicio che ciò venga accolto con piacere, comunico che continuerò a lavorare con la mente e con il cuore con piena dedizione alla Valle d'Aosta".

Pare di capire che sia il Commissario a scegliere di restare e non la Regione a confermarlo. Oltre due anni di commissariamento dell’Usl è un’enormità ingiustificabile. Si tratta dell’unica azienda sanitaria della  regione che rischia di vedere compromessi, programmazioni post covid e, forse, pre covid autunnale, piani occupazionali e strategie di sviluppo. Non si può attendere oltre.

Il convid in Valle è stato affrontato e risolto da medici, infermieri, personale sanitario che si sono assunti con coraggio le responsabilità che né la giunta né la burocrazia erano in grado di assumersi.

Non il Commissario ma il commissariamento danneggia la sanità valdostana che si mantiene in piedi per le tante professionalità, e le eccellenze ma non certo per indirizzi o obiettivi chiari le strategie ben definite. Il Commissario agisce in nome di un Potere Superiore, Statale o Regionale che sia, ma è esentato dal misurarsi con le regole della democrazia e con la volontà popolare.

Ecco perché i responsabili delle disfunzioni sanitarie e della sanità valdostana le responsabilità sono di Testolin e Baccega.

Per questo chiediamo a loro: perché la salute dei valdostani continua ad essere commissariata?

piero.minuzzo@gmail.com

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore