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ECONOMIA | 21 maggio 2020, 10:50

Per la Cogne Acciai Speciali, nel 2019 ricavi consolidati a 574 milioni

PRUDENZA IL CORONAVIRUS E' IN AGGUATO - Nelle buste paga di maggio dei dipendenti dei siti italiani 700 euro di premio di risultato. Cas 'ma siamo dotati dei mezzi e delle persone per poter affrontare l’emergenza senza troppi timori'

Per la Cogne Acciai Speciali, nel 2019 ricavi consolidati a 574 milioni

Nonostante un panorama economico nazionale incerto e un rallentamento generale del mercato dell’acciaio soprattutto a fine anno, nell’esercizio 2019 il Gruppo Cogne Acciai Speciali – che conta circa 1300 lavoratori - è riuscito a conseguire risultati solidi, con ricavi sostanzialmente stabili e importanti investimenti per il miglioramento in ambito ambientale, industriale, commerciale e finanziario, che hanno posto le basi per la sostenibilità dei risultati per il futuro.

È quanto emerge dal bilancio 2019 del Gruppo, approvato dall’Assemblea ordinaria dei Soci, che registra ricavi consolidati pari a 574 milioni di euro (-3% rispetto all’esercizio precedente); un Ebitda adj consolidato pari a 46,1 milioni di euro (14 milioni in meno rispetto al 2019, imputabili principalmente alla crisi dell’automotive); investimenti per 28,2 milioni di euro, effettuati in massima parte dalla capogruppo e dedicati in particolare all’ambiente, allo sviluppo strategico e ad un costante miglioramento della produttività; una posizione finanziaria netta pari a 92,6 milioni (contro gli 85,3 dell’esercizio precedente), che ha beneficiato della sottoscrizione di nuovi contratti di finanziamento a medio/lungo termine - in sostituzione di finanziamenti a breve - sia a sostegno degli investimenti che per incrementare il capitale circolante operativo funzionale allo sviluppo dell’attività.

“Malgrado le difficoltà - commenta Emilio Giacomazzi, direttore commerciale del Gruppo. - grazie all’imprescindibile contributo di tutti i lavoratori siamo riusciti a mantenere un trend sostanzialmente positivo e a raggiungere risultati in linea, in termini di ricavi, con quelli dell’anno precedente, tanto che a tutti gli addetti dei siti italiani con la busta paga relativa al mese di maggio erogheremo un premio di risultato di 700 euro”.

“Analizzando nel dettaglio il 2019 – prosegue Giacomazzi (nella foto) –, possiamo constatare che è stato un anno in bilico tra ripresa e recessione, con un PIL nazionale stagnante e un rallentamento dell’economia della vicina Germania, in particolare nel settore automotive, più importante e duraturo di quanto atteso. La guerra dei dazi promossa dall’amministrazione Trump sui prodotti di acciaio e alluminio e, in generale, le politiche protezionistiche commerciali poste in essere da diversi Paesi a tutela del mercato nazionale e fortemente distorsive delle pratiche di libera concorrenza, nonché la crisi di due dei più importanti settori di utilizzo dei prodotti inox, l’automotive e l’oil&gas, hanno influito notevolmente sul mercato, soprattutto nel secondo semestre”.

Per la Cogne Acciai Speciali, che esporta circa l’80% della produzione, il mercato del settore mobility pesa infatti per il 35% della produzione; l’oil&gas e l’industria estrattiva arrivano al 25%; la power generation all’8%, così come l’alimentare, mentre costruzioni e infrastrutture assorbono il 7% della produzione e l’aerospace il 3%.

“Nonostante il freno dell’export, nel 2019 abbiamo lavorato per ampliare il nostro portafoglio ordini: l’aerospace sta crescendo, e si stanno affacciando comparti interessanti come quello medicale, dei semiconduttori e dell’orologeria - sottolinea il direttore commerciale. – Inoltre, con il Piano Industriale 2020/2023, l’Azienda conferma l’impegno nel mercato delle specialties e la volontà di mantenere l’eccellenza operativa e tecnologica per garantire la sostenibilità del business nel futuro, che si preannuncia ricco di sfide ma anche di opportunità. Nell’arco del prossimo quadriennio, come Gruppo ci poniamo infatti l’obiettivo di sviluppare oltre 90 milioni di euro di investimenti rivolti all’ambiente e alla sicurezza, all’industria 4.0, alla riduzione dei costi e all’ammodernamento degli impianti per essere sempre all’avanguardia”.

A sostegno di questo piano di sviluppo, particolare attenzione continuerà ad essere posta alla formazione, che nel 2019 ha visto per i circa 1130 addetti dei tre siti italiani la somministrazione di quasi 25 mila ore complessive di corsi. Ciò anche al fine di confermare e migliorare gli eccellenti risultati conseguiti ed evidenziati dagli indici infortunistici, i cui valori sono inferiori ai dati medi italiani di settore, e di permettere all’Azienda di continuare ad essere un punto di riferimento per i clienti per lo sviluppo di prodotti all’avanguardia e sempre più performanti.

Per quanto riguarda infine le prospettive per l’anno in corso, soprattutto alla luce dell’emergenza da Covid-19, al momento non è possibile prevedere le eventuali ripercussioni sulla situazione economica e patrimoniale aziendale, né per la sua durata né per gli effetti.

“Tuttavia, - si legge sulla relazione degli amministratori - in riferimento al primo trimestre 2020, stimiamo che la perdita di fatturato non dovrebbe eccedere il 10%, ma siamo dotati dei mezzi e delle persone per poter affrontare l’emergenza senza troppi timori”.

red. eco.

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