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ECONOMIA | 20 dicembre 2016, 09:00

Confidi uniti per facilitare le piccole imprese nell'accesso al credito

Ego Perron

Ego Perron

Ego Perron, assessore regionale alle Finanze è certo: “La fusione dei due Confidi valdostani rappresenta in punto di partenza per facilitare l’acceso al credito di tante aziende”. Lo ha detto illustrando la delibera di Giunta con la quale sono erogati al Valfidi e al Confidi VdA oltre 2 milioni di euro per l’abbattimento del tasso di interesse degli affidamenti.

Assessore perché ponte tanta attenzione ai Confidi?

“Ritengo il ruolo dei confidi estremamente importante per il sostegno delle piccole e medie imprese, che costituiscono il tratto distintivo del tessuto economico della nostra Regione. In questi anni di crisi, si è trattato delle forme d’azienda più colpite e, grazie ai servizi offerti dalle confidi, hanno potuto usufruire di opportunità di credito alle quali altrimenti non avrebbero potuto avere accesso”.

Vuole dire che i Confidi sopperiscono all’arroganza delle banche?

“Non voglio dire questo. Constato, però, che la nostra regione è caratterizzata da una presenza importante di piccole e medie imprese che spesso da sole, date le loro ridotte dimensioni, si trovano in debolezza nei confronti del sistema bancario e devono confrontarsi con un sistema creditizio che non sempre soddisfa i bisogni del territorio, in quanto più attento agli interlocutori più potenti”.

Quindi?

“E’ proprio in questo contesto che si inserisce l’azione fondamentale dei confidi a garanzia della sopravvivenza e vitalità del mondo imprenditoriale, ma anche di un intero sistema sociale. Se la piccola e media impresa, che spesso è corrispondente ad una dimensione individuale o familiare, va in crisi, allora le persone vanno in crisi, con le conseguenze che si possono facilmente immaginare”.

Da questo l’attenzione del Governo?

“Certo. Penso sia nostro dovere contrastare le difficoltà delle imprese, soprattutto quelle familiari, sostenendo il ruolo dei confidi. E lo abbiamo fatto, anche recentemente, la concessione di contributi, a valere sull’esercizio 2015, a Confidi Valle d’Aosta e Valfidi, per un importo complessivo di 2 milioni di euro. La stessa somma è stata stanziata, per il triennio, nel bilancio 2017/2019".

Perché un impegno così a lungo termine?

“Per dare più solidità alle imprese della nostra regione; è uno stimolo affinché gli imprenditori valdostani possano crescere e mettere in atto nuovi progetti, che sono la linfa del futuro di questa terra”.

Dai Confidi giungo però voci che i contributi sono insufficienti…

“E’ vero. Però seppur insufficiente a soddisfare tutte le richieste di finanziamento, la somma stanziata rappresenta uno sforzo importante da parte dell’Amministrazione regionale”.

Non si poteva fare di più?

“E’ la risposta che siamo in grado di dare al momento e non ritengo che sia indifferente”.

(Nella foto Pericle Calgaro, pres. Confidi Valle d'Aosta)

Il sistema dei confidi sta vivendo in questi anni rapide e continue trasformazioni ed è proprio in questo contesto che si inserisce il decreto del Ministero dell’economia con il quale è stato innalzata da 75 a 150 milioni la soglia di attività finanziaria per i confidi da assoggettare a vigilanza della Banca d’Italia. Tutto questo sta ad indicare l’opportunità di creare un Confidi forte…

“Certo! Ho già avuto modo di esprimere la mia soddisfazione per l’iscrizione di Confidi Valle d’Aosta e Valfidi nell’albo degli intermediari finanziari, che rappresenta il requisito indispensabile per la gestione dei fondi pubblici in quanto testimonia la serietà con cui operano. Il mio auspicio è che si arrivi presto ad una fusione di questi due confidi in quanto da tale operazione potrà derivare maggiore solidità, a tutto vantaggio del sistema delle piccole e medie imprese, che vedranno così ampliata la gamma dei servizi e dei prodotti loro offerti, con ancora maggiori garanzie di sostegno in un momento ancora difficile per l’economia occidentale”.

Parlando di fusioni c’è da ricordare che il terzo confidi attivo in Valle si è fuso con Ascom Fidi NordOvest…

“Per questo rimane fuori dai contributi. Inoltre con il Cts la Regione ha un contenzioso aperto dopo la fusione del consorzio valdostano con quello piemontese”.

Cioè?

“Noi non abbiamo condiviso la scemta del Cts e quindi l’Amministrazione chiede che vengano restituiti i contributi che erano stati concessi precedentemente all’adesione di Cts a AscomFidi-Piemonte”.

Rammarico?

“Grande rammarico per visto sfumare la possibilità di  arrivare alla fusione di un unico e più grande confidi”.

p.m.

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