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ATTUALITÀ | 24 settembre 2026, 12:00

Aosta, parcheggi: la sentenza non basta, ora serve una delibera

La vicenda giudiziaria sollevata da Mario Pitrolino riapre una questione che va oltre le multe e le aule di tribunale: Aosta ha bisogno di una politica della sosta chiara, equilibrata e pensata insieme alla mobilità, al turismo e alla crisi del piccolo commercio. La sentenza non cancella l’attuale sistema, ma offre al Comune l’occasione per fare chiarezza con criteri misurabili e verificabili

Aosta, parcheggi: la sentenza non basta, ora serve una delibera

La sentenza del Tribunale di Aosta non chiude davvero la questione parcheggi. Chiude, almeno per ora, una controversia giudiziaria, ma lascia aperto un problema molto più ampio: quale idea di città vuole avere Aosta e, soprattutto, come intende rendere accessibile il proprio centro a residenti, turisti e clienti delle attività commerciali? È questa la domanda che dovrebbe accompagnare il dibattito dopo la decisione dei giudici, senza trasformare una vicenda amministrativa in una guerra tra maggioranza e opposizione.

Il Tribunale ha respinto integralmente il ricorso del Comune nella vicenda che vedeva protagonista Mario Pitrolino, presidente dell’associazione La Nave dei Disperati, confermando l’esito del primo passaggio giudiziario e ponendo a carico dell’amministrazione anche le spese del giudizio. Già nell’ottobre 2025, infatti, il giudice di pace aveva accolto il ricorso di Pitrolino, annullando la sanzione e rilevando, per quella specifica zona, l’assenza di parcheggi gratuiti nelle immediate vicinanze, richiamando l’articolo 7, comma 8, del Codice della strada.

Il Comune aveva però deciso di andare avanti e il 17 novembre aveva deliberato il ricorso, affidando la difesa a tre avvocati. Una scelta legittima sul piano amministrativo, perché ogni ente ha il diritto di impugnare una decisione che ritiene non condivisibile, ma che inevitabilmente apre anche una riflessione sull'opportunità politica di spendere risorse pubbliche per difendere un sistema che, almeno in quella specifica situazione, è stato contestato e poi giudicato dai tribunali.

È proprio qui che occorre distinguere i fatti dalle interpretazioni. La sentenza non ha cancellato il sistema dei parcheggi di Aosta e non ha dichiarato illegittima nel suo complesso la disciplina della sosta del capoluogo. L’amministrazione, attraverso il sindaco Raffaele Rocco e la vicesindaca Valeria Fadda, ha infatti ribadito che la decisione riguarda il singolo caso di viale Conseil des Commis e non l’intero impianto della sosta cittadina.

Ma dire questo, pur essendo corretto, non dovrebbe significare considerare chiusa la questione. Perché il punto politico è un altro. Se due gradi di giudizio hanno riconosciuto, in quella specifica situazione, un problema rispetto alla presenza di parcheggi gratuiti, il tema merita di essere affrontato non soltanto per evitare una nuova causa, ma per verificare se l'organizzazione complessiva della sosta risponda davvero alle esigenze di una città che non è soltanto il luogo in cui vivono i residenti.

Aosta è anche una città turistica. Ogni giorno il centro deve fare i conti con residenti, pendolari, lavoratori, visitatori e persone che arrivano nel capoluogo per fare acquisti, usufruire di servizi o trascorrere qualche ora nel cuore della città. La mobilità, quindi, non può essere considerata soltanto una questione tecnica legata al numero delle strisce blu e delle strisce bianche. È una componente della politica economica della città.

E qui entra in gioco anche la crisi del piccolo commercio. Pensare che i problemi dei negozi siano riconducibili esclusivamente ai parcheggi sarebbe semplicistico. La trasformazione delle abitudini di consumo, la concorrenza della grande distribuzione e del commercio online, i costi di gestione e la perdita di attrattività dei centri urbani sono fenomeni molto più complessi. Ma proprio per questo i parcheggi non possono essere considerati un elemento secondario. Sono una delle tessere di una politica più generale di accessibilità e attrattività del centro.

Un turista che non trova facilmente dove lasciare l’auto, un residente che deve girare a lungo alla ricerca di uno stallo, un cliente che rinuncia a raggiungere un negozio perché considera troppo complicato parcheggiare sono tutti segnali che una politica della mobilità dovrebbe prendere in considerazione. Non significa necessariamente aumentare le automobili nel centro storico o cancellare le politiche di mobilità sostenibile. Significa trovare un equilibrio tra esigenze diverse e costruire un sistema leggibile, funzionale e soprattutto prevedibile.

Il Codice della strada, del resto, non stabilisce semplicemente una proporzione matematica valida indistintamente per ogni strada. L’articolo 7, comma 8, parla di un numero adeguato di stalli gratuiti in prossimità di quelli a pagamento, lasciando margini di valutazione all’amministrazione. Ed è proprio questa discrezionalità che rende ancora più importante stabilire criteri chiari.

Il problema nasce quando il cittadino non riesce più a capire quale sia il criterio con cui una zona viene organizzata in un modo e quella immediatamente successiva in un altro. Il dato complessivo dei parcheggi può anche raccontare una situazione rassicurante. Ma una media cittadina rischia di diventare poco significativa se, in alcune aree, la presenza di stalli gratuiti è molto diversa rispetto ad altre. È la distribuzione territoriale, più ancora del numero assoluto, a determinare concretamente l'esperienza di chi vive o frequenta la città.

Secondo i dati richiamati nel dibattito cittadino, Aosta dispone complessivamente di circa 9.800 posti auto, dei quali 6.058 a strisce bianche. Numeri importanti, che però da soli non risolvono la questione. La domanda da porsi è dove siano collocati questi posti, a quale distanza dalle aree commerciali e dai servizi, con quali modalità siano utilizzabili e quale sia la reale rotazione degli stalli.

La proposta avanzata da La Nave dei Disperati nasce proprio da questa esigenza. La raccolta firme promossa dall'associazione ha portato all'attenzione dell'opinione pubblica la richiesta di una gestione più equilibrata della sosta, con una maggiore disponibilità di parcheggi gratuiti e di stalli a disco orario nelle zone maggiormente frequentate. Al di là delle posizioni dell'associazione, il tema posto è concreto: capire come utilizzare la sosta non soltanto come strumento per regolamentare il traffico, ma anche come elemento di una politica urbana più ampia.

Vittore Lume-Rezoli

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