Salvatore Cernuzio – VN
Al termine di una mattinata ricca di udienze nel Palazzo Apostolico vaticano, Papa Leone XIV ha ricevuto ieri, 12 gennaio, Maria Corina Machado, ex deputata dell’Assemblea nazionale del Venezuela, insignita nell’ottobre 2025 del Premio Nobel per la Pace.
L’udienza avviene a circa dieci giorni dalla cattura di Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores, durante l’operazione militare statunitense denominata “Operation Absolute Resolve”, il 3 gennaio a Caracas. Maduro, accusato di narcotraffico e narcoterrorismo, è attualmente detenuto nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn, negli Stati Uniti.
Politica e attivista venezuelana per i diritti umani, Machado è alla guida del partito liberale “Vente Venezuela”, che si è sempre opposto al governo di Maduro. Fuggita dal Paese, si era recata a Oslo a dicembre per ritirare l'importante onorificenza.
In questa settimana – mentre il Venezuela è governato ad interim da Delcy Rodríguez e mentre si lavora a una transizione sostenuta dalla comunità internazionale (è di questi giorni, inoltre, la notizia della liberazione di alcuni prigionieri politici) – la Premio Nobel è attesa a Washington per un incontro con il presidente Donald Trump, secondo quanto anticipato da quest’ultimo.
Ierri mattina si è svolta l’udienza in Vaticano con Papa Leone XIV, che nell’Angelus del 4 gennaio, quindi all’indomani della cattura di Maduro – durante la quale sono morte circa 80 persone tra militari e civili venezuelani e cubani – aveva detto di seguire “con animo colmo di preoccupazione” gli sviluppi in Venezuela.
“Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese”, affermava il Pontefice dalla finestra del Palazzo Apostolico, chiedendo di rispettare “i diritti umani e civili di ognuno e di tutti”, lavorando per “costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia, con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica”.
Appello ribadito anche nell’udienza del 9 gennaio al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, quando – facendo cenno al Venezuela – ha esortato a “costruire una società fondata sulla giustizia, sulla verità, sulla libertà e sulla fraternità, e così risollevarsi dalla grave crisi che affligge il Paese da molti anni”. Insieme a questo, l’invito “a rispettare la volontà del popolo venezuelano” e “a impegnarsi per la tutela dei diritti umani e civili di ognuno e per l’edificazione di un futuro di stabilità e di concordia”.











