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ATTUALITÀ | 12 agosto 2025, 23:45

Velina Rossonera e Arcobaleno

Cronache semiserie da Palazzo regionale e non solo: indiscrezioni, frecciate e silenzi dal teatrino politico valdostano

Velina Rossonera e Arcobaleno

Le Betoneghe hanno trovato il loro rifugio blindato, il bunker dell’osservazione strategica, il “Ponte di comando” da cui si governa il pettegolezzo valdostano: La Cave, in rue De Tillier. Un bicchiere in mano, occhi da falco e orecchie a parabola: dal loro tavolo si vedono passare consiglieri, assessori, turisti, ex amanti e futuri querelanti. È il G7 delle malelingue, solo che qui si serve rosso fermo e non si firmano trattati, si firmano condanne… verbali. Proprio tra un brindisi e una cattiveria, arriva il colpo al cuore dell’orgoglio turistico: un cittadino parigino con disabilità, eroe del Breithorn con gli Alpinisti Insuperabili, che torna in albergo e lo trova sbarrato come il Fort Knox. Nessuno alla reception, nessun cartello, nessun numero d’emergenza, neanche un “torno subito” con smile. Risultato: ha dormito in macchina. Questa è la Valle d’Aosta dell’accoglienza 4.0 — 4 come i gradi notturni in auto a Valtournenche. Io, testimone inorridita, ho proposto di chiamare la polizia, ma lui ha rifiutato: forse temeva che pure loro, a quell’ora, avessero messo la segreteria.

E mentre c’è chi passa la notte al freddo, a Domodossola un 27enne residente in Valle ha pensato di scaldare l’atmosfera. Vestito da signora e carico di alcool fino al midollo, ha iniziato a litigare con il barista perché non lo serviva abbastanza in fretta. Prima la bottiglia sbattuta sul tavolo, poi le manate ai Carabinieri: il tutorial perfetto su come trasformare un aperitivo in un arresto in tre mosse.

Sul fronte politico, dopo la botta referendaria, la Lega e Fratelli d’Italia hanno deciso di rinunciare al ricorso contro la nuova legge elettorale. Un po’ come il pugile che, dopo aver preso due cazzotti, dichiara che era solo allenamento. Tre preferenze, più quote rosa… e nessuna quota di buon senso. Intanto, la coalizione autonomista-progressista perde il ticket Rocco-Fadda: lui scompare dai radar, lei resta candidata vicesindaca, e per il sindaco? Silenzio. Stanno cercando “il nome giusto”, ma per ora pare stiano solo aggiornando le chat di gruppo.

In compenso, il Comune di Aosta non sbaglia un colpo quando si tratta di casette natalizie: il Marché Vert Noël crescerà a 48 chalet, due dei quali per la ristorazione. Dimostrazione che se vuoi trovare più di 40 operatori artigiani a lavorare insieme, devi promettergli che vendono vin brûlé. E per non farci mancare nulla, in collaborazione con la Regione arriveranno luci, proiezioni e allestimenti extra: finalmente un’illuminazione… ma solo in senso letterale.

Intanto, in piazza Deffeyes si dichiara lo stato di grave pericolosità incendi: vietato accendere fuochi, bruciare stoppie, usare inceneritori senza abbattitore di scintille. Niente paura: per spegnere l’entusiasmo degli elettori ci pensano già i partiti.

Dalla cronaca giudiziaria, botta per Salvini: il Tar del Lazio ha annullato la nota del ministero dei Trasporti del 2021 che bacchettava la SAV sugli affidamenti. Il motivo? La norma di riferimento era incostituzionale. Tradotto: è come scoprire, dopo tre anni di multe, che il limite dei 50 all’ora non era mai stato omologato. Così, il papetiano di Pontida dovrà incassare un’altra “vittoria” al contrario: aveva provato a fare la morale alle autostrade valdostane, e si è ritrovato asfaltato dalla Corte costituzionale.

Mentre tutto questo succede, in Regione si respira aria di campagna elettorale: sorrisi tirati, strette di mano sudate e promesse che evaporano prima ancora di essere pronunciate. La politica valdostana, come il pane di giornata, è fragrante solo finché è calda: poi diventa dura e serve solo per fare crostini.

Firmato: Le Sentinelle del Tombino – alias Le Betoneghe

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