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50 & più per il sociale | 09 febbraio 2024, 13:32

“Mal’Aria di città”, i dati di Legambiente sull’inquinamento urbano

Buone e cattive notizie: l’inquinamento atmosferico nelle città italiane migliora, ma non abbastanza. Limiti di polveri sottili superati in 18 città su 98 monitorate. “A rischio la salute della popolazione”

“Mal’Aria di città”, i dati di Legambiente sull’inquinamento urbano

Aria pulita in città? “Un miraggio”. Così Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente. Sintetizza i risultati del rapporto “Mal’Aria di città”, redatto nell’ambito della Clean Cities Campaign e appena reso pubblico. Legambiente ha analizzato i dati nei capoluoghi di provincia, sia per quanto riguarda i livelli delle polveri sottili (PM10, PM2.5) che del biossido di azoto (NO2). Nel 2023, 18 città su 98 monitorate hanno superato i limiti giornalieri di PM10. Erano state 29 le città fuorilegge nel 2022 e 31 nel 2021. Maglia nera per Frosinone, con 70 giorni di sforamento, seguita da Torino (66), Treviso (63). Male anche Mantova, Padova e Venezia, con 62 giorni di sforamento.

Una situazione che, avverte Legambiente, mette a rischio la salute dei cittadini. Eppure, conoscenze e strumenti non mancano: “Continuiamo a registrare forti e ingiustificati ritardi nel promuovere soluzioni trasversali – afferma Zampetti -. Serve un cambiamento radicale, capace di impattare efficacemente sulle diverse fonti di smog: riscaldamento degli edifici, industria, agricoltura e, naturalmente, mobilità”. Riguardo quest’ultima “le misure di riduzione del traffico e dell’inquinamento possono ben conciliarsi con una maggiore sicurezza per pedoni e ciclisti – osserva ancora Zampetti – come dimostra l’importante intervento della città a 30km/h di Bologna voluto dal sindaco Matteo Lepore e dall’amministrazione comunale. Un intervento già realizzato in diverse città europee, che chiediamo sia sempre più diffuso anche in quelle italiane”.

Come evidenzia Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente: “Ben 35 città dovranno intensificare gli sforzi per ridurre le loro concentrazioni di PM10 entro il 2030, con una percentuale di riduzione compresa tra il 20% e il 37%. Per quanto riguarda il PM2.5, il numero di città coinvolte sale a 51, con una riduzione necessaria tra il 20% e il 57%. Non migliore la situazione per quanto riguarda l’NO2, dove 24 città dovranno ridurre le emissioni tra il 20% e il 48%. Bisogna determinare una svolta a livello nazionale e territoriale per ridurre l’impatto sanitario sulla popolazione italiana, il costo ad esso associato, e il danno agli ambienti naturali”. In Italia – ricorda Legambiente – ci sono 47.000 decessi prematuri all’anno a causa del PM2.5. Per questo, è cruciale che il governo italiano non ostacoli ulteriormente questo percorso”.

Le quattro proposte

Ed ecco le indicazioni di Legambiente, per intraprendere questo percorso nella giusta direzione:

1. Muoversi in libertà e sicurezza per le città. Servono investimenti massicci e incentivi per il trasporto pubblico locale, mobilità elettrica condivisa anche nelle periferie, implementazione di ZTL, LEZ (Low emission zone) e ZEZ (Zero emission Zone). Occorre anche promuovere l’home working, ampliare reti ciclo-pedonali e ridisegnare lo spazio urbano, a misura di persona con limiti di velocità, rendendo al contempo la mobilità più pulita, più sicura e più inclusiva.

2. Riscaldarsi bene e meglio. Bisogna vietare progressivamente le caldaie e generatori di calore a biomassa nei territori più inquinati; negli altri invece supportare l’installazione di tecnologie a emissioni “quasi zero”, con sistemi di filtrazione integrati o esterni, o soluzioni ibride.

3. Occuparsi anche delle campagne. Occorre vigilare sul rispetto dei regolamenti per lo spandimento e interramento dei liquami. Servono anche investimenti agricoli verso pratiche che riducano le emissioni ammoniacali.

4. Monitorare, per tutelare la salute. È inoltre necessario aumentare il numero di centraline di monitoraggio, per garantire una copertura di tutte le principali aree urbane del Paese. Oggi sono disponibili sensori a basso costo che si possono affiancare alle centraline tradizionali.

La campagna “Città 2030”

Dall’8 febbraio al 6 marzo, Legambiente lancia la campagna itinerante “Città2030: le città e la sfida del cambiamento”. L’iniziativa è realizzata nell’ambito della “Clean Cities Campaign”, una coalizione europea di ONG e organizzazioni della società civile. Farà tappa in 18 città italiane, per promuovere una mobilità sostenibile e a zero emissioni e per chiedere città più vivibili e sicure. Legambiente rilancia infine la petizione on line “Ci siamo rotti i polmoni. No allo smog!”, con la quale chiede al Governo risposte urgenti nella lotta allo smog, a partire dagli interventi sulla mobilità e l’uso dello spazio pubblico e della strada.

Chiara Ludovisi 50&più

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