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Mondo Artigiano | 06 febbraio 2022, 19:48

L’operaio specializzato è diventato più raro dell’ingegnere

Le assunzioni programmate riguardano un flusso complessivo di oltre 4,6 milioni, in lieve aumento sul 2019 ma il Bollettino segnala l’aumento delle difficoltà di reperire i profili professionali ricercati

L’operaio specializzato è diventato più raro dell’ingegnere

La buona notizia è che il 60,7% delle imprese con dipendenti ha pianificato assunzioni per l’anno in corso, superando il 58,8% del 2019. La cattiva notizia è che è sempre più difficile reperire il personale riflettendo l’allargamento della forbice tra il mercato del lavoro e l’offerta del sistema formativo. E’ quanto emerge dal Bollettino annuale del Sistema Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal.

Le assunzioni programmate riguardano un flusso complessivo di oltre 4,6 milioni, in lieve aumento sul 2019 ma il Bollettino segnala l’aumento delle difficoltà di reperire i profili professionali ricercati.

Oltre la metà delle figure professionali difficili da trovare sono profili di operai specializzati come saldatori, falegnami, meccanici collaudatori, installatori. La difficoltà di reperimento di operai specializzati è aumentata di 8,8 punti percentuali, quella dei laureati di 2,7 punti. Più in dettaglio tra le professioni con maggiori difficoltà di reperimento per gli ingegneri elettrotecnici il mismacth si attesta al 40%, superato da installatori e manutentori apparecchiature informatiche con il 61%, saldatori e tagliatori a fiamma 42%.

I settori che incontrano le maggiori difficoltà di reperimento sono commercio e riparazione veicoli con oltre un’impresa su due, a seguire industrie dei prodotti in metallo con il 47,6%, legno e mobile 45,7%.

Dal Bollettino emerge inoltre che i diplomati ricercati dalla imprese sono 1,4 milioni, 634mila i laureati, i qualificati professionali 1,1 milioni e i diplomati ITS 70mila. A livello territoriale circa la metà delle assunzioni programmate riguarda in particolare Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia Romagna. Su base regionale difficoltà di reperimento superiori alla media si osservano nel Nord-Est, Nord-Ovest, Toscana, Marche e Umbria.

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