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FEDE E RELIGIONI | 11 gennaio 2022, 09:00

Papa: immunizzare il più possibile la popolazione, non cedere a ideologie del momento

Nell'udienza al Corpo Diplomatico presso la Santa Sede, Francesco si sofferma sulle conseguenze sanitarie, economiche e sociali della pandemia: "Serve una 'cura di realtà' per affrontare il problema".

Papa: immunizzare il più possibile la popolazione, non cedere a ideologie del momento

Le fake news e le ideologie sui vaccini. La pandemia e le sue conseguenze a livello sanitario, sociale, economico. L’accesso ai vaccini e alle cure della salute, "obbligo morale". Entra nei gangli del mondo attuale, Papa Francesco, nel lungo discorso al Corpo diplomatico, accreditato presso la Santa Sede, denunciando drammi e ingiustizie e domandando azioni e prospettive per il futuro. Un futuro che - dice il Pontefice agli ambasciatori riuniti nell’Aula della Benedizione, per l’importante appuntamento di inizio anno – sarà “un tempo di opportunità per sviluppare nuovi servizi e imprese, adattare quelli già esistenti, aumentare l’accesso al lavoro dignitoso e adoperarsi per il rispetto dei diritti umani e di livelli adeguati di retribuzione e protezione sociale”.

Francesco ringrazia i rappresentanti dei 183 Stati che attualmente intrattengono relazioni diplomatiche con la Santa Sede (87 residenti a Roma). Poi, affrontando il tema del Covid-19, ricorda monsignor Aldo Giordano, nunzio apostolico in Venezuela, scomparso in Belgio il 2 dicembre 2020 a causa del coronavirus.

Vaccinare la popolazione

Giordano è una delle tante vittime di questa pandemia che “continua a creare isolamento sociale e a mietere vittime” e che richiede ancora “un notevole sforzo da parte di tutti”, dice Francesco, che reitera l’importanza di “proseguire lo sforzo per immunizzare quanto più possibile la popolazione”. “Ciò richiede un molteplice impegno a livello personale, politico e dell’intera comunità internazionale. Anzitutto a livello personale”.

“La cura della salute rappresenta un obbligo morale. Tutti abbiamo la responsabilità di aver cura di noi stessi e della nostra salute, il che si traduce anche nel rispetto per la salute di chi ci è vicino”, raccomanda il Papa, e mette in guardia dai “forti contrasti ideologici” che ostacolano una serena campagna vaccinale.

Tante volte ci si lascia determinare dall’ideologia del momento, spesso costruita su notizie infondate o fatti scarsamente documentati. Ogni affermazione ideologica recide i legami della ragione umana con la realtà oggettiva delle cose. Proprio la pandemia ci impone, invece, una sorta di ‘cura di realtà’, che richiede di guardare in faccia al problema e di adottare i rimedi adatti per risolverlo.

I vaccini, strumento ragionevole

“I vaccini - aggiunge il Papa - non sono strumenti magici di guarigione, ma rappresentano certamente, in aggiunta alle cure che vanno sviluppate, la soluzione più ragionevole per la prevenzione della malattia”. Alla politica il Vescovo di Roma chiede pertanto di “perseguire il bene della popolazione attraverso decisioni di prevenzione e immunizzazione”, che chiamino in causa anche i cittadini affinché si sentano “partecipi e responsabili”, per evitare confusione, sfiducia, “relativismo sociale”. 

Assistenza sanitaria gratuita per tutti

Da qui l’appello alla comunità internazionale perché tutta la popolazione mondiale possa accedere in egual misura a cure mediche essenziali e vaccini, dal momento che in vaste aree del mondo l’assistenza sanitaria rimane “un miraggio”.

Esorto gli Stati, che si stanno impegnando per stabilire uno strumento internazionale sulla preparazione e la risposta alle pandemie sotto l’egida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ad adottare una politica di condivisione disinteressata, quale principio-chiave per garantire a tutti l’accesso a strumenti diagnostici, vaccini e farmaci.

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