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(h. 10:30)

Il rosso e il nero | 04 maggio 2021, 10:30

LA CO.IN.OP.

Altri tempi, se si pensa ai giorni nostri e alle opache e malinconiche manifestazioni cui abbiamo assistito nella recente celebrazione del 1° Maggio (la festa dei lavoratori?)

LA CO.IN.OP.

"Su fratelli, su compagne, su venite in fitta schiera; sulla libera bandiera splende il sol dell'avvenir". 27 marzo 1886. Filippo Turati, socialista, scrive il testo dell'INNO DEI LAVORATORI (melodia di Amintore Galli).

Moltitudini  di lavoratori hanno fatto proprie quelle parole, riconoscendo nel testo di Turati una ragione di esistenza e di militanza. Il poeta e scrittore Chateaubriand ha scritto che "ogni uomo porta con sé un mondo composto da tutto ciò che ha visto e amato, a cui ritorna continuamente".

E  con la memoria  sono tornato ad un periodo felice per il movimento sindacale operaio in Valle d'Aosta. Erano gli anni '70 e ad Aosta nasceva la COINOP: Cooperativa di Iniziativa Operaia. Una iniziativa nata grazie all'impegno e alla militanza, in primis, dei lavoratori metalmeccanici valdostani.

Era il tempo glorioso dell'inquadramento unico operai/impiegati, ottenuto con l'ultimo contratto nazionale. Ricordate? "Già lo sai, già lo sai sempre in c..o agli operai, ora i tempi son cambiati, anche in c..o agli impiegati". Così si cantava  nei cortei, animati dai delegati dei Consigli di Fabbrica, per le strade di Aosta.

La COINOP era nata  per calmierare ed abbassare i prezzi dei beni di prima necessità. La sede era in via Chavanne e sulle sue scaffalature venivano collocati e prezzati pacchi di beni alimentari e, in seguito ,anche di vestiario (in uno scantinato del palazzo Cogne), il tutto a prezzi politici e con il lavoro gratuito di molti volontari per la distribuzione e per l'assistenza alla cassa..

Erano beni di marca e di prima necessità acquistati direttamente dai grossisti e con grandi lamentele dei dettaglianti.

Dopo la sede di Aosta nacquero anche quelle di Chatillon e di Pont St. Martin. Ricordo ancora le riunioni notturne del Direttivo per decidere i "ricarichi" da applicare ai beni in vendita. Erano riunioni (ero il segretario verbalizzante) che duravano fino alle due di notte nella sede della FLM (Federazione dei lavoratori metalmeccanici) in Ruelle prés des Fossés (un primo e forse unico tentativo di unità sindacale).

Fu un vero successo, ma la COINOP ebbe vita breve, sopravanzata col tempo dall'arrivo dei supermercati e dei centri commerciali, però fu la dimostrazione vivente di un'epoca in cui la solidarietà nella classe lavoratrice era al primo posto.

Altri tempi, se si pensa ai giorni nostri e alle opache e malinconiche manifestazioni cui abbiamo assistito nella recente celebrazione del 1° Maggio (la festa dei lavoratori?).                                 

Romano dell'Aquila

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