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Chez Nous | 08 marzo 2021, 17:00

Senza leader

Nulla da dire: i mediocri sono migliori dei pessimi. Ma è altrettanto vero è che i mediocri non saranno mai leader dotati di carisma e credibilità. E se mancano i leader spariscono le forze politiche e le politiche che le medesime dovrebbero adottare

Senza leader

Il Corriere della sera di ieri, domenica 7 marzo, ha pubblicato un interessante editoriale a firma gi Antonio Polito che nel trattare la crisi del Pd ha svolto una dotta disquisizione su politica e partiti. Scrive Polito: “La lingua inglese distingue tra ‘politics’, e cioè la politica partiti, e ‘policies’, cioè le politiche che i governi mettono in atto per raggiungere i loro scopi”.

Prosegue Polito: “Oggi la politics, la grande politica, è già scritta: un anno o due di tregua, per realizzare l’unico programma che conti, le vaccinazioni e investimenti europee. Dai politici ci si aspetta dunque politiche, idee e proposte che rappresentino gli interessi dei rispettivi blocchi sociali e dei loro  radicamenti elettorali, purché non in contrasto con l’obiettivo comune della salvezza nazionale”. Fine citazione.

L’analisi di Polito, come un abito prêt-à-porter, con i dovuti adeguamenti fotografa anche la sitiuazione della nostra Petite Patrie. Chez nous non abbiamo politics né policies.

In Valle d’Aosta la grande politica manca, abbonda, invece, la politichetta  che è in attesa delle sentenze giudiziarie e della Corte dei Conti per mettere fine alla tregua che ha trovato con la formazione di un Governo regionale che ignora l’esistenza della policies. E se la politichetta prospera è perché non ci sono leader e se non ci sono leader non ci sono partiti né movimenti; se con non ci sono partiti né movimenti non c’è la grande politica. E di tutto questo la responsabilità è di tutti noi che al voto andiamo come le mucche all’abbeveratoio.

Ha ragione Willie Peyote quando canta 'Non ti servono i programmi se il consenso ce l’hai; Riapriamo gli stadi ma non teatri né live'. (Verso della canzone di Sanremo 'Mai dire Mai')

Per la verità alcuni leader ci sarebbero ma sono condizionati dal loro passato, dall’incostanza, dal continuo cambio di casacca, da liti pendenti con la giustizia ordinaria o con la giustizia. E poi ci sarebbero leader che però sono soprafatti dalla mediocrità dei più.

Per questo la nostra politica è come ‘la regina Taitù’, che non è un complimento perché riferita all'imperatrice etiope che si «dava delle arie» (oggi diremmo «se la tirava»), ed i valdostani si trovano ‘al pian dei babi’, piemontesismo che implica i rospi e significa essere ‘con il sedere per terra’. Le due spiegazioni le ho tratte dal sito dell’assessore Luciano Caveri che ringrazio e mi scuso per l’utilizzo.

Tra partiti e movimenti che si sgretolano, gruppi politici allo sbando e leader che nel giro di pochi mesi compiono un’inarrestabile ascesa e una rovinosa caduta stiamo precipitando assieme a tutti i i più o meno tradizionali  organizzazione politiche.

Solo l’Uv ha mantenuto immutato il suo simbolo datati pochi giorni dopo la promulgazione dei decreti luogotenenziali, il 13 settembre del 1945, quando nacque l'Union Valdôtaine, con lo scopo di promuovere e difendere gli interessi dei valdostani. Ma il movimento, un tempo campione dell'autonomismo e del particolarismo di un Popolo quale quello valdostano, ha vissuto una metamorfosi ideologica e organizzativa paurosa perché non ha saputo cogliere le aspettative dei valdostani e adeguare l’Autonomia al mutare delle situazioni economiche e politiche.

E’ rimasta al palo incapace di progettare un’Autonomia evolutiva con il passare del tempo. Sempre solo battaglie di retroguardia, sempre solo battaglie di potere interne ed estrene, quando non sono scadute a livello personale. Tutto questo perché mancano leader e politici carismatici.

Abbiamo a che fare con piccoli politichini del tutto inadeguati per la politics.

E di questo onore all’ala del Pd valdostano, Area Democratica Gauche Autonomiste, la cui recente Assemblea ha richiamato la necessità e l’urgenza di favorire la nascita di una nuova classe politica favorendo “la formazione culturale politica che rimane un elemento imprescindibile della cittadinanza attiva”.

In Valle d’Aosta mancano leader che sappiano eliminare, o quanto meno ridurre, odi e rivalità per mettersi davvero al servizio della Petite Patrie e dell’Autonomia per dare alla Vallée d’Aosta prospettive concrete e durature.

Senza leader l’orchestra è stonata. Senza leader la politica non produce.

piero.minuzzo@gmail.om

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