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FEDE E RELIGIONI | 20 febbraio 2021, 09:00

PAPA: C’è bisogno di vicinanza e cura per superare la crisi

PAPA: C’è bisogno di vicinanza e cura per superare la crisi

«Vicinanza, cura, accompagnamento e sacrificio»: sono gli ingredienti per superare questo tempo di crisi suggeriti da Papa Francesco ai partecipanti al Congresso di educazione religiosa patrocinato dall’arcidiocesi statunitense di Los Angeles, in corso in modalità virtuale dal 18 al 21 febbraio sul tema «Proclaim the Promise!». Francesco è intervenuto in apertura dei lavori con un videomessaggio in spagnolo di cui pubblichiamo il testo in una nostra traduzione.

Cari fratelli e sorelle,

Un cordiale saluto a tutti voi partecipanti al Congresso di Educazione Religiosa patrocinato dall’Arcidiocesi di Los Angeles, che celebra il suo 65° anniversario e il 50° anniversario della Giornata della Gioventù. Congratulazioni per queste iniziative, che hanno già percorso un cammino lungo e fecondo e che in questo momento si svolgono in forma virtuale.

Non c’è dubbio che siamo in un tempo difficile per tutti, in un tempo di crisi. Quanto è pertinente, nell’attuale contesto, la chiamata di questo congresso: «Proclama la promessa!». Abbiamo bisogno di annunciare e ricordare che abbiamo la promessa di Dio e che Dio mantiene sempre le sue promesse (cfr. 1 Cor 1, 9-11). Dobbiamo anche ricordare che «ogni donna, ogni uomo e ogni generazione racchiudono in sé una promessa che può sprigionare nuove energie relazionali, intellettuali, culturali e spirituali» (Lettera Enciclica Fratelli tutti, n. 196).

La pandemia ha segnato la vita delle persone e la storia delle nostre comunità. Di fronte a questa e ad altre realtà è necessario costruire il domani, guardare al futuro, e a tal fine occorrono l’impegno, la forza e la dedizione di tutti. Bisogna agire con lo stile del samaritano, che implica lasciarmi colpire da quello che vedo, sapendo che la sofferenza mi cambierà e che mi devo impegnare con la sofferenza dell’altro. Le testimonianze di amore generoso e gratuito a cui abbiamo assistito in tutti questi mesi — tante testimonianze — hanno lasciato un’impronta indelebile nelle coscienze e nel tessuto della società, insegnando quanto siano necessari la vicinanza, la cura, l’accompagnamento e il sacrificio per alimentare la fratellanza. Sono state tutte annuncio e realizzazione della promessa di Dio. Ricordiamo un principio universale: dalla crisi nessuno esce uguale, si esce migliori o si esce peggiori, ma nessuno esce uguale. Nelle crisi si rivela il proprio cuore: la sua solidità, la sua misericordia, la sua grandezza, la sua piccolezza. Le crisi ci pongono dinanzi alla necessità di scegliere, di optare e di impegnarci lungo un cammino.

«In questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità... C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme!» (Lettera Enciclica Fratelli tutti, n. 8) e guardare avanti!

Saluto in particolare i giovani. Vi invito alla speranza che «ci parla di una realtà che è radicata nel profondo dell’essere umano, indipendentemente dalle circostanze concrete e dai condizionamenti storici in cui vive» (Saluto del Santo Padre ai giovani del centro culturale padre Félix Varela, L’Avana, Cuba, 20 settembre 2015; Fratelli tutti, n. 55). Voi giovani siate i poeti di una nuova bellezza umana, una nuova bellezza fraterna e amichevole!

E ricordiamo quest’altra realtà: «Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce — ma sì — tutti fratelli!» (Fratelli tutti, n. 8). Che questo sia il grande impulso che vivrete, condividerete e porterete con voi dalla vostra partecipazione a questo Congresso di Educazione Religiosa.

Vi affido alla tenerezza di Maria, Madre della Chiesa, e vi imparto di cuore la mia benedizione. Grazie per i ministri e i maestri, per quello che fanno. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie.

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