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AGRICOLTURA | 11 febbraio 2021, 18:33

Arev, fuorviante dire che diminuiscono gli atti predatori dei lupi

Le precisazioni dell’Associazione allevatori valdostani relative alla riunione del tavolo tecnico del 4 febbraio, convocato per esaminare molteplici aspetti legati alla presenza del predatore in Valle d’Aosta

Arev, fuorviante dire che diminuiscono gli atti predatori dei lupi

E’ sicuramente condivisibile che la questione sia affrontata con un corretta e ampia informazione e accompagnata da attività di formazione. Durante quella riunione, con toni molto pacati tra le varie parti, sono stati riportati i dati aggiornati, da parte del corpo forestale, della presenza del lupo, degli attacchi e degli indennizzi agli allevatori.

Ne è seguito il dibattito, che ha coinvolto il rappresentante degli enti locali che si è fatto portavoce del malessere dei cittadini, preoccupati nel vedere questi animali in prossimità delle abitazioni. E’ stata poi la volta delle varie associazioni degli agricoltori che hanno fatto rilevare quanto il peso economico del ritorno del lupo sia ricaduto sulle spalle degli allevatori. Quindi, anche noi, non vogliamo minimizzare e neanche enfatizzare i timori dei cittadini, ma ridurre il senso dell’intera riunione con l’espressione “diminuiscono gli atti predatori” ci sembra fuorviante rispetto alla problematica. Infatti, è vero che gli attacchi agli animali domestici nell’ultimo anno sono diminuiti ma ciò non vuol dire che il problema stia rientrando o sia in via di risoluzione, come si vuol far intendere.

I lupi presenti sul territorio non sono di certo diminuiti nell’ultimo anno quindi gli attacchi sono solo diminuiti perché gli allevatori hanno messo in atto molteplici strumenti di difesa. Va precisato però, che tali strumenti, hanno delle controindicazioni, per esempio i cani da guardiania, molto difficili da gestire in un territorio che vede notevole presenza turistica; inoltre molto pesante l’impatto dei costi di gestione delle opere di recinzione e di guardiania in presenza delle mandrie.

Il risultato è che le terre più marginali tenderanno sempre più ad essere abbandonate, quindi il pagamento dei danni non è in alcun modo esaustivo, perché l’allevatore è costretto a modificare il sistema di conduzione, con aggravio di costi per una gestione aziendale già di per sé poco redditizia.   Problematica di non poco conto è poi il legame affettivo dell’allevatore con i propri animali.

Il benessere di ovini, caprini, equini e bovini deve essere tutelato tanto quanto quello del lupo! Inoltre riguardo alla proposta di legge, in itinere, rassicuriamo il referente di Legambiente Valle d’Aosta che gli allevatori non sono illusi che questo provvedimento permetta l’abbattimento massivo del predatore, ma può essere una risposta ad un conclamato pericolo causato da singoli esemplari; leggi simili, anzi più permissive, sono già in vigore in altri Stati comunitari come per esempio la Francia.

Siamo fermamente convinti che una legge simile, qualora venisse approvata, non metterebbe a repentaglio la sopravvivenza della specie lupo, ma siamo ancora più convinti, proprio come lo siete voi, che la tutela ambientale sia un valore fondamentale che però in zone di montagna come la nostra, debba passare indubbiamente attraverso la tutela e la conservazione dell’attività zootecnica presente sul territorio.

In questo vi vorremmo nostri alleati, per fare in modo che la nostra categoria sia aiutata a trovare delle soluzioni per convivere con il predatore, anche se la presenza degli animali domestici appare incompatibile con la presenza del predatore stesso.

Speriamo che la tecnologia e i tecnici specializzati siano utili ad apportare ulteriori soluzioni ed applicare gli studi calandoli nella nostra specifica realtà. Ecco, cosa intendiamo per corretta “formazione ed informazione” che non deve essere veicolata da titoli fuorvianti ad effetto.

Omar Tonino – Presidente Arev

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