/ ECONOMIA

ECONOMIA | 13 gennaio 2021, 15:00

Confindustria VdA vede grigio e futuro incerto per economia valdostana

Le attese degli imprenditori valdostani per questo inizio anno esprimono ancora previsioni non positive. L’indagine conferma il clima generale di incertezza: la maggior parte delle imprese del campione navigano a vista e le indicazioni che riceviamo sono improntate alla cautela

Giancarlo Giachino, presidente Confindustria VdA

Giancarlo Giachino, presidente Confindustria VdA

“I dati ci confermano in modo inequivocabile che la ripartenza avverrà con tempi piuttosto lunghi e che ci vorranno almeno un paio d’anni per tornare ai livelli pre crisi e serviranno scelte coraggiose che portino ad un vero e proprio cambio di visione allo scopo di poter sostenere il futuro di tutti”.  Giancarlo Giachino, Presidente di Confindustria Valle d’Aosta, commenta l'analisi dell'indagine che conferma il clima generale di incertezza: la maggior parte delle imprese del campione navigano a vista e le indicazioni che riceviamo sono improntate alla cautela.

In generale il peggioramento degli indicatori rispetto al trimestre precedente è di lieve entità, ciò vuol dire che le imprese intervistate si attendono per i prossimi mesi ancora situazioni di mercato complesse ed incerte. È da rilevare una notevole differenza tra il comparto manifatturiero e quello dei servizi, in quest’ultimo il clima di fiducia migliora in modo marcato laddove nel manifatturiero si assiste ad un notevole peggioramento rispetto ai valori registrati in settembre.

Peggiora lievemente il dato relativo all’occupazione: il valore, infatti, pur restando in terreno positivo, cala di circa due punti percentuali rispetto allo scorso trimestre, attestandosi su di un+2,08%. Sostanzialmente stabile il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (prevedono di farne ricorso circa il 18% degli intervistati) ma è un valore che rimane pur sempre elevato in una prospettiva storica.

Il saldo sulla produzione peggiora di circa sei punti percentuali passando da un -6,38% della precedente rilevazione ad un -12,50% dell’attuale. Tuttavia, più della maggioranza delle imprese intervistate (54%) non si aspetta variazioni. Sostanzialmente analoghe le previsioni sui nuovi ordinativi dove però il dato rispetto allo scorso trimestre peggiora di più di dieci punti percentuali attestandosi su di un -12,20% anche se quasi il 60%degli intervistati si attende un andamento costante.

Si attenua la caduta dell’export: il dato resta ancora in terreno negativo ma fa registrare un miglioramento di circa cinque punti percentuali passando da un -9,09% del trimestre precedente ad un -4,00% dell’attuale. Varia un poco la composizione del carnet ordini, in particolare calano quelle con visibilità 1-3 mesi (37,14%)aumentano quelle con ordini per meno di un mese (22,86%). Restano più o meno stabili quelle che hanno ordinativi oltre i tre mesi (40%). Stabile il dato sugli investimenti di un certo rilievo che si attesta su di un 23,81%; cala di circa 10 punti percentuali il dato relativo agli investimenti per sostituzioni che si attesta su di un 30%. Aumenta di conseguenza il numero di imprese che non ha in programma nessun investimento che si attesta ora su di un 45%.

Peggiora leggermente il tasso di utilizzo della capacità produttiva che passa dal 72,97% del trimestre precedente ad un 68,95% dell’attuale. La media complessiva dei tempi di pagamento è di 66giorni (contro i 55 della precedente rilevazione) e di 59 giorni per la Pubblica Amministrazione.

Diminuisce leggermente il numero di imprese che segnalano ritardi negli incassi passando da un +44,68% dello scorso trimestre ad un +41,67% dell’attuale.

Per Giachino “l’agenda politica deve mettere al centro gli investimenti e le imprese in quanto creatori di valore: è una sfida epocale che non possiamo permetterci di perdere. Il rischio è quello che nel giro di pochi mesi ci sia l’esplosione di una vera e propria emergenza sociale che rischia di diventare strutturale.

SCHEDA TECNICA

Per le aziende del campione peggiorano le attese sulla produzione che passa da un -6,38%ad un -12,50%: a far registrare il calo più consistente è il comparto manifatturiero. In calo anche le attese sugli ordinativi che passano da uno 0% ad un -12,20%. Anche in questo caso a trascinare il dato verso il basso è il comparto manifatturiero. Migliora il dato relativo all’export pur se continua ad attestarsi in terreno negativo che fa registrare un -4,00%: a determinare l’andamento negativo è il settore manifatturiero che mostra un saldo ottimisti-pessimisti che si attesta su di un -23,08%.

red. pi.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore