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Chez Nous | 25 luglio 2020, 12:08

RistorAlpage

I politici che non capiscono che senza imprenditoria ed economia non c'è rispresa hanno il sacrosanto dovere di cambiare attività

RistorAlpage

Lo Bau di Saint-Rhémy-en-Bosses sabato 8 agosto; La Pierre  di Aymavilles giovedì 13 agosto; La Châtelaine di Gressan mercoledì 19 agosto; La Cleyva grousa di Valtournenche sabato 22 agosto. Sono i quattro alpeggi che hanno aderito all’edizione 2020 di Alpages Ouvertes dove suoni, profumi e sapori della vita d'alpeggio alla scoperta della Fontina DOP e... non solo, sono un tutt’uno.

Ma l’edizione 2020 di Alpages Ouvertes dovrà fare i conti con una legge regionale voluta da Rete Civica, che - nei fatti - penalizza alpages ouvertes, una manifestazione con chiare finalità di promozione turistica e di valorizzazione dell’agricoltura di montagna.

Infatti la legge che deroga dalle norme sulla somministrazione consente a qualunque azienda agricola di dare ospitalità, preparare piatti nella cucina domestica e tanto altro. Tutto questo a danno di chi, in quanto operatore professionale della ristorazione, deve sottostare a regole in materia di formazione professionale, igiene e sanità ferree e inderogabili. La legge crea una concorrenza sleale. Soprattutto per i locali di paese in continuo spopolamento.

Le liberalizzazioni si fanno mettendo tutti sullo stesso piano. Ma in Valle così non è. Nella Petite Patrie si rinviano gli accessi ai fondi per le assunzioni del personale per permettere a qualcuno, forse in ritardo, di potersi attrezzare per poter presentare la domanda telematica in tempo utile prima che i fondi finiscano. Una furbata che qualcuno si venderà, a livello di categoria, in campagna elettorale.

Nella Petite Patrie si verifica che se un’associazione di categoria osa protestare, per tutelare i proprio iscritti, contro la legge-deroga ristoralpage, quanche partito si permette di offendere la categoria stessa ed il suo presidente, in questo caso Graziano Dominidiato di Confcommercio-VdA, che si è sentito dare del marziano da Rete Civica che lo ha pure invitato ad occuparsi dei piccoli dettaglianti.

A tal proposito è giusto ricordare che l’ultima battaglia, in termini di tempo, fatta su questo fronte, Dominidiato e Confcommercio l’hanno fatta contro la costruzione di un nuovo centro direzionale-commerciale nei pressi dell’aeroporto Corrado Gex. Ma sulla questioni tutti zitti e allineati con i potentati edilizi e speculativi. Ovviamente facendo riferimento alle norme di legge. Mentre i capannoni sono sfitti e giorno dopo giorno diventano sempre più mostri. E la Regione non  fa nulla. Certe proprietà regionali sono un’offesa al decoro urbanistico.

Non è un caso che il proliferare della voglia di creare dei partiti di categoria sia un fenomeno che nella Petite Patrie è più sentito che in altre regioni. Il perché è semplice: la politichetta non si interessa del territorio ed i politichini lo fanno per interessi di bottega e per difesa della poltrona.

Le Associazioni imprenditoriali, invece, soprattutto le più antiche che hanno contribuito allo sviluppo del paese prima ancora del nascita dei partiti moderni, seguono e vivono in prima persona i cambiamenti dell’economia e della società, partecipando  alla crescita del Terziario valdostano, da settore marginale dell’economia, nel dopoguerra, a motore dello sviluppo, oggi.

Decenni e decenni di storia delle associazioni le ha viste sempre a fianco delle imprese, mantenendo inalterato il proprio carattere originale. E Confcommercio VdA è una libera associazione di imprenditrici e imprenditori, donne e uomini che sanno creare valore, ricchezza, reddito, occupazione e benessere al territorio e alla Petite Patrie.

Per contro c’è chi vuole far diventare la Valle d’Aosta un ristoralpage dove tutti possono sedersi ovunque per banchettare. Soprattutto la politichetta.

piero.minuzzo@gmail.com

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