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Chez Nous | 04 agosto 2019, 18:00

Polsi settembre 2015 Polsi luglio 2019

Polsi settembre 2015 Polsi luglio 2019

A Centoz quel che è di Centoz ad Andrione quello che è di Andrione. Ai demagoghi quello che è dei demagoghi, ai giustizialisti quello che è dei giustizialisti. Alle libere opinioni quello che è delle libere opinioni, ai sopraffattori delle opinioni quello che è dei sopraffattori delle opinioni.

A luglio scrissi una lettera aperta di solidarietà umana all’amico Marco Sorbara detenuto, non  so se giustamente nel carcere di Biella, al quale ribadisco la mia solidarietà umana e stima personale. Il Gip, nonostante i parere favorevole del Pm, si opposto ad una misura cautelare alternativa al carcere. Forse vuole che si dimetta da Consigliere regionale. Ma se lui ha la coscienza a posto perché dovrebbe farlo?

Ricordo che nel 2000 un'inchiesta costrinse l'allora Presidente della Regione, Dino Vierin, a dimettersi dalla carica. Qualche anno dopo venne assolto con formula piena, ma la sua carriera politica fu brutalmente tronca.

Tornando al luglio 2019, l’amico Marco Sorbara fu preso di mira perché scrissi che organizzava la processione che da San Giorgio Morgeto parte nel pomeriggio del primo settembre per giungere a Polsi , dopo una notte di canti e preghiere, l’indomani per i festeggiamenti alla Madonna. Un po’ come quando si parte da Fontainemore per giungere il giorno seguente a celebrare la Madonna Nera d’Oropa.

La cosa è stata strumentalizzata da consiglieri comunali, sindaci, e altre categorie di esperti in demagogia. Piccoli articoloni sui giornali locali e nazionali, interpellanze consiliari, risposte prive di lucidità e valenza morale e politica. Insomma tanta ironia di bassa lega e tanta antimafia parolaia ideologica.

A settembre 2015 una misera polemica sulla falsariga di quella che mi ha riguardato era già stata imbastita demagogicamente. Quella volta fu preso di mira un vero Prete. Uno di quelli con la P maiuscola perché radicato profondamente nella nostra terra Valdostana. Don Ivano Reboulaz il Prete delle Montagne Valdostane.

Quella volta gli pseudo politichini comunali stettero zitti. Forse stavano ancora festeggiando l’elezione in Consiglio Comunale. Certi giornalisti non erano ancora stati folgorati dall’inchiesta Geenna. Fatto è che la cosa rimase nel di una cerchia di pochi miseri intimi.

Ma la coerenza ha un prezzo. Come allora espressi solidarietà all’Amico Ivano con lo Chez Nous che ripubblico oggi per chi ha la memoria corta. Ma soprattutto ripubblico la lettera del Prete delle Montagne Valdostane Ivano Reboulaz con la speranza che oggi per allora Etienne Andrione chieda conto al suo sindaco cosa ne pensa e se la condivide ed i giornali diffondano domande e risposte.

Antimafia parolaia

Grazie a don Ivano Reboulaz, il prete delle montagne valdostane, che ha preso posizione contro l'insulso appello di Marika Demaria la quale ha stigmatizzato su Facebook la celebrazione della messa in onore della Madonna di Polsi perché la tradizionale funzione religiosa fu promossa ad Aosta da un pregiudicato arrestato per traffico internazionale di droga, tornato in libertà a dicembre 2014, al quale hanno confiscato dei beni in Valle d'Aosta e in Calabria.

Secca la replica del prete delle montagne: "Non avrei mai pensato che occorresse il permesso di Libera VdA, di Valle Virtuosa e di Legambiente VdA per partecipare alla messa in onore della Madonna che si è svolta nella chiesa parrocchiale di Sant'Anselmo in Aosta mercoledì 2 settembre, come ormai da una quindicina di anni. Il 2 settembre cade la festa della Madonna che si venera nel santuario di Polsi in Calabria".

Sarebbe curioso sapere se don Ciotti, il fondatore e animatore di Libera, che ha fatto dell'antimafia e dell'anticriminalità la ragione della sua vita, è a conoscenza degli strali moralistici della sua collaboratrice. Penso proprio di no.

Ma il fatto porta ad una riflessione: troppe persone si nascondo dietro l'antimafia e l'anticriminalità per ragioni di comodo. Esperti parolai non hanno mai portato un dato a sostegno delle loro tesi relative all'infiltrazioni in Valle che pure ci sono. La loro è un'antimafia parolaia utile solo a giustifica prebende, compensi e quant'altro. Ridicola la manifestazione organizzata dai soliti antimafiosi parolai in occasione della prima adunanza del Consiglio comunale di Aosta contro l'assessore Marco Sorbara.

L'antimafia parolaia confonde etica con i diritti civili; morale con giustizia penale. Ma l'importante è manifestare, farsi sentire. Parlo e quindi esisto. Ma parlano perché scopiazzano iniziative che in altre parte del paese sono più che giustificate. Perché Libera e C non si esprimono sui migranti in Valle? Perché, per parlare di migranti, è necessario mettere in campo iniziative concrete. Mettere in campo iniziative concrete significa lavorare, dedicate tempo, sporcarsi le mani, investire soldi invece di prenderli.

L'antimafia parolaia fa da scudo ad avventurieri in cerca di fama, denaro, privilegi, incarichi ben remunerati, nomine, prebende. Insomma c'è chi dell'antimafia ne ha fatto un lavoro remunerato. Altro che volontariato. Sono troppe le militanze antimafia che costano alla comunità. Le antimafia, l'anti questo e l'anti quello nascono come funghi. "Le costosissime scorte a spese del contribuente - ha detto una collega impegnata davvero sul campo dell'antimafia - saranno centinaia ma i morti si contano sempre tra le persone normali". Confesso che guardo con sospetto alle varie associazioni antimafia e anti... in generale.

"Alcuni antimafiosi parolai - come ha scritto la collega che combatte sui fronti torridi dell'antimafia - assumono atteggiamenti da ayatollah islamici; si sono autoproclamati custodi del Bene e del Giusto, diffondendo una dottrina che è un concentrato di disprezzo per i diritti della persona umana, di demagogia, di superficialità".

W il prete delle montagne valdostane

Abbasso l'antimafia parolaia.  (12 settembre 2015)

Lo Chez Nous mi fu ispirato dalla seguente lettera di Don Ivano Reboulaz che titolai l’11 settembre 2015. La lettera era la risposta ha chi polemizzava per la sua partecipazione ad una Santa Messa in onore della Madonna di Polsi celebrata nella chiesa di Sant'Anselmo al quartiere Dora di Aosta.

Don Ivano Reboulaz; Non pensavo di dover chiedere il permesso per la messa alla Madonna di Polsi

“Non avrei mai pensato che occorresse il permesso di Libera VdA, di Valle Virtuosa e di Legambiente VdA per partecipare alla messa in onore della Madonna che si è svolta nella chiesa parrocchiale di Sant'Anselmo in Aosta mercoledì 2 settembre, come ormai da una quindicina di anni. Il 2 settembre cade  la festa della Madonna chesi venera nel santuario di Polsi in Calabria.

Le associazioni hanno invitato il parroco  di Sant'Anselmo (e di Sant'Orso) a prendere le distanze da quella celebrazione, per il fatto che in passato  la messa sarebbe stata chiesta da un tale invischiato con la 'ndrangheta, e che inoltre in quel santuario calabrese certi personaggi deciderebbero i loro malaffari.

Se lo avessi saputo, mi sarei fatto un dovere e un onore di partecipare alla messa, come ho fatto negli anni scorsi. Quest'anno non ho potuto essere presente, per impegni importanti che mi sono sopraggiunti all'ultimo momento. E mi dispiace di aver mancato a quell'appuntamento che mi fa stare in comunione, io prete delle montagne della Valle d'Aosta, con i devoti, quelli veri, che si recano a Polsi anche con grande fatica. Lo so, perché io a Polsi ci sono stato, e ogni anno scrivo una pagina per sostenere la devozione, quella vera, alla Madonna della Montagna di Polsi.

E non mi pare con questo di essere un affiliato della 'ndrangheta”. Don Ivano Reboulaz - prete delle montagne VdA”.

Promemoria a chi per un finto moralismo è pronto a mettere sul rogo anche la madre. La storia ci ricorda che anche chi ha il marchio di mafioso può avere pesanti problemi con la Giustizia.

piero.minuzzo@gmail.com

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