(Adnkronos) -
"Quando parlo io dico quello che penso io". Botta e risposta tra Marco Travaglio e Gad Lerner sul tema della guerra in Ucraina, Donald Trump e Vladimir Putin. Nell'ultima puntata di Accordi e Disaccordi, le posizioni dei due giornalisti si mostrano antitetiche. Il quadro si sviluppa attorno all'accordo tra Washington e Mosca sulla fornitura di gasolio russo agli Usa. "Sento dire che Putin non vuole negoziare. Ma cosa c'è andato a fare un anno fa in Alaska, quando ha incontrato Trump? Hanno negoziato un'accordo di pace tra russi e americani. E' un'ottima notizia per noi, se non altro è più improbabile la Terza guerra mondiale tra Russia e Stati Uniti", dice Travaglio. "Trovi?", chiede Lerner. "Purtroppo -continua Travaglio- noi europei siamo ancora in guerra con la Russia, cioè con quello che era il nemico degli americani prima che arrivasse Trump. E quindi il paradosso è che noi patiremo le peggiori conseguenze dei rincari energetici. Intanto, anche se non è granché il quantitativo di gasolio che hanno contrattato Putin e Trump, un po' riuscirà a far ridurre i prezzi. Trump ogni tanto deve ricordarsi di essere partito dal sovranismo, ogni tanto deve anche occuparsi degli interessi degli americani, anche perché gli americani sono chiamati a votare tra poco".
"La faccenda dell'Ucraina sta finendo malissimo, come era ampiamente prevedibile, perché agli americani non gliene frega più niente del nemico Russia. Figuriamoci se gliene importa dell'Ucraina che non ha risorse naturali. E su quelle poche che ci sono, gli americani ci hanno già messo le mani sopra con l'accordo che Trump ha stipulato con Zelensky fin dall'inizio sui minerali e sulle terre rare: se ci sono, se le prendono loro. Per il resto, la guerra finirà per esaurimento, visto che non finisce con un negoziato. Ma questa, diciamo, è responsabilità soprattutto degli europei che si sono messi di traverso", dice ancora Travaglio.
"Colpa dell'Europa? Mica male", interviene Lerner. "Abbiamo visto quanti morti e quante guerre ci sono state, dopo che si son visti Putin e Trump in Alaska. Abbiamo visto come si è allargata nel mondo la guerra...", dice Lerner. "A me importa poco adesso definire la graduatoria delle colpe, ma io alla caricatura dei due pacifisti Trump e Putin che si vedono in Alaska e che poi si telefonano e fanno accordi commerciali sul gasolio mentre l'Europa è guerrafondaia... E' una caricatura alla quale non mi adattavo un anno e mezzo e ancor meno mi adatto dopo Venezuela e Iran", dice ancora. "E intanto - chiosa Lerner - Putin continua imperterrito la sua guerra con l'Ucraina, che risponde anche sostenuta da armi occidentali. Vorrei vedere chi al posto suo non risponderebbe. Per cui questa idea dell'accordo di pace tra Putin e Trump, del quale noi avremmo dovuto beneficiare, speravo che fosse superata".
"Ma sai, quando parli tu dici quello che pensi tu, quando parlo io dico quello che penso io", riprende Travaglio. "Per me è sempre una buona notizia quando le grandi potenze si parlano e non si sparano. Che siano Kennedy e Krushev quando hanno disinnescato la crisi che rischiava di portarci alla guerra atomica dei missili di Cuba, esattamente come questi due signori. Naturalmente io non ho mai pensato che fossero dei pacifisti: sono due persone che si parlano. Finché a Mosca e a Washington c'è un filo rosso, una famosa linea rossa che per fortuna è stata riattivata, il fatto che si parlino Mosca e Washington, per me è rassicurante che sono in mezzo tra due potenze atomiche che potrebbero scatenare la terza guerra mondiale. E il fatto che si scambino energia trovo che sia il minimo indispensabile da fare in una situazione come questa. Siamo noi i coglioni che facciamo finta di rifiutare l'energia dalle autocrazie, visto che la compriamo dall'Azerbaigian, un paese che il Parlamento europeo ha definito artefice di una pulizia etnica ai danni di un popolo che ha subito un genocidio, cioè gli armeni", conclude.













