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Ultim'ora | 15 aprile 2026, 10:19

Perché Ilaria Salis ha conservato l'immunità: la decisione del Parlamento Ue sull'Ungheria

Perché Ilaria Salis ha conservato l'immunità: la decisione del Parlamento Ue sull'Ungheria

(Adnkronos) - "Fumus persecutionis", come lo scomparso segretario del Psi Bettino Craxi. L'eurodeputata di Avs Ilaria Salis ha conservato l'immunità parlamentare, evitando di tornare in carcere in Ungheria dove era stata condotta in Tribunale in manette, catene alle caviglie e al guinzaglio, per la stessa motivazione che spinse la Camera dei Deputati, il 29 aprile del 1993, a respingere quattro delle sei autorizzazioni a procedere inoltrate dalla Procura di Milano nei confronti del leader del Partito Socialista Italiano per vari presunti reati, come corruzione e ricettazione.  

La motivazione che ha spinto l'Aula di Strasburgo a 'salvare' l'eurodeputata, con un solo voto di scarto, è contenuta nella decisione del Parlamento Europeo del 7 ottobre 2025, pubblicata oggi e consultata dall'Adnkronos.  

Il Parlamento afferma che "sembrerebbe (...), in questo caso, che si possa presupporre la sussistenza del fumus persecutionis, vale a dire 'elementi concreti' dai quali si evince che l'intento alla base del procedimento giudiziario in questione è quello di recare pregiudizio all'attività politica di Ilaria Salis in qualità di deputata al Parlamento Europeo". 

 

Il Parlamento ammette che "i presunti reati e la successiva richiesta di revoca dell'immunità non si riferiscono alle opinioni o ai voti espressi da Ilaria Salis nell'esercizio delle sue funzioni di deputata al Parlamento Europeo", una delle argomentazioni principali di coloro che volevano revocarle l'immunità. E ricorda anche che "l'immunità parlamentare non è un privilegio personale del deputato, ma una garanzia di indipendenza del Parlamento Europeo in quanto istituzione e dei suoi membri". 

Però sottolinea anche che, "secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, il Parlamento dispone di 'un ampio potere discrezionale in ordine all'orientamento che intende attribuire alla decisione che fa seguito a una domanda di revoca dell'immunità, in considerazione del carattere politico che riveste una tale decisione'". Dunque l'Aula è sovrana, nel decidere sull'immunità dei suoi membri. 

Il Parlamento Europeo concede che, secondo quanto indicato nella richiesta di revoca dell'immunità inviata dal Tribunale regionale di Budapest-Capitale, Ilaria Salis si è recata in Ungheria per partecipare agli attacchi coordinati" contro i militanti di estrema destra che si erano concentrati nella capitale ungherese per celebrare la cosiddetta Giornata dell'Onore, "e vi ha preso parte il 10 e l'11 febbraio 2023".  

 

Il Parlamento sottolinea però che "sono stati segnalati scontri ed episodi di violenza commessi dalle persone che celebravano il cosiddetto Giorno dell'onore". Tuttavia, nota, "il Tribunale regionale di Budapest-Capitale ha affermato di non essere a conoscenza di alcun atto di violenza commesso da alcun partecipante alla commemorazione del cosiddetto Giorno dell'onore del 2023 che avrebbe portato all'adozione di misure nei loro confronti, ad eccezione di Ilaria Salis e di altri due imputati nella causa".  

In altre parole, secondo le autorità giudiziarie ungheresi, solo Salis e due altri militanti di estrema sinistra avrebbero commesso violenze in quei giorni del febbraio 2023, mentre i tanti militanti di estrema destra non avrebbero fatto nulla, cosa che contrasta con le notizie riportate in quei giorni. 

Pertanto, "nell'esercizio di tale ampio potere discrezionale, il Parlamento ha constatato, nel caso di specie, che Ilaria Salis è stata sottoposta a condizioni e misure detentive dure nel corso del procedimento penale a suo carico".  

 

L'Aula rimarca anche che, "apparentemente, il Tribunale regionale di Budapest-Capitale non è a conoscenza di alcun atto di violenza commesso da alcun altro partecipante, in particolare da coloro che partecipavano alla commemorazione del cosiddetto Giorno dell'onore del 2023, che avrebbe portato all'adozione di misure nei loro confronti".  

L'Aula constata che, "pertanto, sembrano esservi dubbi che non è stato possibile dissipare in merito alle informazioni ricevute; che l’obiettivo alla base del procedimento e della conseguente richiesta sembra pertanto essere quello di mettere a tacere Ilaria Salis a causa delle sue opinioni politiche e del suo attivismo di lunga data, in particolare nell'opporsi alla commemorazione neonazista autorizzata ogni anno a Budapest, elementi che sono anche alla base del suo impegno e della sua attività politica in qualità di deputata al Parlamento Europeo".  

E quindi, considerando tutti questi elementi, il Parlamento Europeo "decide di non revocare l'immunità di Ilaria Salis". (di Tommaso Gallavotti)

 

 

 

 

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