(Adnkronos) - "Io voglio costruire il futuro di questa società, la stabilità di questa società, l'orgoglio dell'appartenenza. Non le chiacchiere. Nel 2004 la Lazio aveva un fardello da 550 milioni di euro di debiti, di cui mi sono fatto carico per non disperdere il valore storico di questa società. Nel novembre 2027 saranno finiti i debiti, avrò pagato tutto e ci saranno 30 milioni di euro di cassa in più". Il presidente della Lazio Claudio Lotito si esprime così alla presentazione del progetto dello stadio Flaminio al centro di allenamento biancoceleste a Formello.
"Voglio che la Lazio diventi immortale, significa che si tramanderà nei secoli come è avvenuto ad oggi. E lo dico per chiarezza, una volta per tutte: la società non è in vendita, e tutte le cose che vengono dette in giro sono tutte falsità. Noi non abbiamo bisogno di fare nulla perché non vogliamo dipendere: noi siamo persone autonome. La Lazio - prosegue Lotito - deve essere libera. Non 'libera la Lazio' ma una libera società, libera dalla dipendenza di tutti".
"So che negli ultimi mesi il dibattito è stato acceso. Ascolto ogni opinione, anche quando è critica. Il mio carattere, nel bene e nel male, a volte mi porta a esprimermi con grande franchezza. Può accadere che alcune dichiarazioni vengano interpretate in modo diverso da quello che intendo. Ma ogni scelta che compio è orientata esclusivamente al bene della Lazio e sempre ispirata dal cuore", dice il numero 1 del club.
"Quando si parla del futuro della Lazio - prosegue Lotito - le emozioni sono forti. Ed è giusto che sia così: la passione è l'anima di questa società. Ma proprio perché la Lazio è passione, deve essere anche responsabilità. Questo progetto non nasce per dividere. Nasce per costruire qualcosa che resti. Ogni tifoso sogna uno stadio pieno, moderno, identitario. Anch’io lo sogno".
Alla fine della conferenza, Lotito torna sul rapporto con la tifoseria: "Il tifoso ha a cuore la stabilità e il futuro della propria società. Io mi sento la responsabilità di questa comunità, contrariamente a quello che qualcuno possa pensare. Quando sono subentrato la Lazio aveva 550 milioni debiti: io avrei potuto, come è successo con Napoli, Fiorentina e altri, azzerare i debiti, ripartire dalla Serie C e oggi ci sarebbe stata comunque la Lazio. Ma non la storia della Lazio, non la matricola della Lazio, non l'ente morale. Perché questo è lo spirito della Lazio, al servizio della gente: perché lo devo distruggere e bruciare totalmente tutta la storia, tutti i sacrifici che hanno fatto i miei predecessori dal 1900 ad oggi. Io non ho chiesto niente a nessuno, non ho chiesto ai tifosi di sottoscrivere aumenti di capitali, non ho chiesto aiuto esterno. Io chiedo soltanto il rispetto del ruolo e di quello che uno sta facendo".













